Provincia

La politica a San Giorgio: tre Sindaci, tre dimissioni

Le liti interne nei partiti di maggioranza scutono dal 2004 il Municipio. Prima Leo, poi Venneri e oggi Grimaldi ostaggio delle diatribe interne


SAN GIORGIO – Dal 2004 ad oggi le amministrazioni comunali a San Giorgio sono state scosse da liti interne alla maggioranza.

Negli ultimi dieci anni i tre sindaci che si sono succeduti a Palazzo di Città si sono dimessi proprio a causa di diatribe che sono scoppiate all’interno della coalizione reggente.

E’ toccato prima a Danilo Leo che, eletto nel 2001 alla guida di un’amministrazione di centrodestra, a tre anni dall’inizio del suo mandato ha dovuto rassegnare le dimissioni. In piena estate e nei venti giorni a disposizione riuscì, però, a ricostruire la giunta.
Andò avanti così per quasi un anno, ma a cinque mesi dalla fine del mandato elettorale si ritrovò solo in consiglio comunale, quando da votare c’era il riequilibrio di bilancio.

La maggioranza in quell’occasione non rimase compatta. Tre consiglieri votarono contro. Forza Italia si spaccò. Due di loro votarono contro insieme ad un componente di una lista civica. A quel punto per Danilo Leo non rimase altro da fare se non andare a casa.
Nella primavera del 2006 si tornò al voto. Gli elettori scelsero, questa volta, la proposta centrista del sindaco Angelo Venneri che guidava una coalizione composta dalla vecchia Margherita, Udc e Udeur.

Ma anche per lui ci furono tempi duri. Appena un anno dopo le elezioni dovette, anche lui, fare i conti con una maggioranza litigiosa.
Revocò le deleghe ai due assessori dell’Udc che passarono all’opposizione, ricevendo in cambio, però, l’appoggio degli esponenti della Lista Florido e dell’indipendente Altieri, poi tornato in opposizione con Mpa.

Anche per lui fu un’estate di fuoco. In pieno agosto proclamò la nuova giunta e così riuscì ad arrivare alla fine del suo mandato.
Ovvero al 2011 cedendo il testimone di sindaco all’attuale Giorgio Grimaldi.

Anche nella sua storia sindacale c’è l’esperienza delle dimissioni, presentate lo scorso 16 maggio. Anche lui per le liti interne ai partiti che lo hanno sostenuto durante la campagna elettorale. Questa volta protagonisti sono Pd, Udc e Idv. Scissioni all’interno dei primi due e divergenze di vedute con il dipietrista Pisanello, oggi mettono nuovamente a rischio di commissariamento l’amministrazione sangiorgese.

Non sappiano ancora come andrà a finire. I canonici venti giorni concessi al sindaco per ritirare le dimissioni scadranno il prossimo 4 giugno, ma intanto resta la riflessione su come spesso liti personali, diatribe interne ai partiti riescano a mandare all’aria accordi e patti stretti alla vigilia della campagna elettorale.

Situazioni, anche queste, che contribuiscono ad allontanare ancora di più la gente dalla politica. Situazioni che ingessano le attività nei Comuni. Situazioni che finiscono per penalizzare solo e soltanto i cittadini.

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