Provincia

Finti poveri per non pagare mensa e affitto


GROTTAGLIE – Guadagnava oltre 70.000 euro all’anno. Ne dichiarava meno di dieci mila, speculando sul figlio che, in questo modo, mandava gratuitamente alla mensa scolastica. Un imprenditore di Grottaglie, operante nel settore del commercio, é andato avanti così, sfruttando il bambino di meno di dieci anni, per diverso tempo. Ha percepito, indebitamente, dal Comune della cittadina delle Ceramiche i “fondi a sostegno delle spese di mensa scolastica” alla scuola elementare del figlio.

L’imprenditore è stato denunciato dalla Guardia di Finanza, che ha provveduto anche al recupero delle somme illegalmente percepite dal grottagliese che ne aveva fatto richiesta. E non é stato l’unico ad essere stato scovato dalle Fiamme Gialle del Comando di Martina Franca della Guardia di Finanza. Oltre al “furbetto” grottagliese, altre sette persone sono state denunciate. Guadagnavano stipendi medio-alti, tutt’altro che “da fame”. Ma dichiaravano di percepire cifre irrisorie o addirittura l’assenza di redditi. E così, pur senza averne diritto, ricevevano i “fondi di sostegno per l’affitto”, erogati dai comuni di Martina Franca e Crispiano. Otto “furbetti” in tutto, scoperti nei giorni scorsi, dovranno rispondere di illecita percezione di contributi. Si tratta di commercianti e imprenditori di Martina Franca, Crispiano e di Grottaglie. I controlli sono stati eseguiti nell’ambito dell’attività di polizia economico-finanziaria svolta a tutela della spesa pubblica ed in particolare del bilancio nazionale e degli enti locali. I militari della compagnia della Guardia di Finanza di Martina Franca hanno eseguito, dall’inizio dell’anno, una serie di indagini finalizzate al riscontro delle condizioni legittimanti la percezione di contributi pubblici nell’ambito delle prestazioni sociali agevolate. Le Giamme Gialle hanno proceduto all’esame della documentazione relativa alla richiesta dei finanziamenti, con particolare riguardo alle “dichiarazioni sostitutive uniche” attestanti l’assenza totale di guadagni o il possesso di redditi di importi irrisori, presentate dai cittadini presso i rispettivi Comuni di residenza. I militari, quindi, hanno proceduto all’immediata segnalazione all’ente erogatore per la determinazione ed il recupero delle somme indebitamente percepite dai richiedenti. I responsabili sono stati denunciati all’autorità giudiziaria competente. Dovranno rispondere dei reati, previsti dal Codice Penale, di falsità ideologica commessa da privato in atto pubblico e indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato.

Serena Scarinci

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche