19 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 19 Aprile 2021 alle 07:17:57

Provincia

Atc, spuntano 50mila euro per i fagiani


TARANTO – I cacciatori e l’Atc si difendono: “Non siamo carnefici. Abbiamo usato i nostri soldi per l’acquisto delle lepri che è la legge regionale che ci impone di spendere”. Associazioni venatorie (Federcaccia, Cpa, Italcaccia, Libera Caccia, Enelcaccia) e agricole (Coldiretti) stamattina, insieme al presidente dell’Atc Taranto (Ambito territoriale di Caccia), Pietro Bitetti hanno tenuto una conferenza stampa per difendersi dalle accuse che il WWF e le forze politiche hanno lanciato al loro indirizzo in seguito all’acquisto di mille lepri per il ripopolamento delle zone di caccia del territorio.

Un investimento da 130mila euro per l’acquisto di lepri “già abituate alle condizioni ambientali del territorio in cui vengono immesse”. Questo per giustificare la spesa di 135 euro per ogni lepre “adulta” e di 120 “per quelle piccole” e per replicare al WWF che accusava di aver scelto un periodo troppo freddo. “Non si erano informati sulle condizioni climatiche” ha ribadito Bitetti. Ma alle 130mila euro vanno aggiunte altre 50mila euro che l’Atc ha, invece, destinato al ripopolamento dei fagiani che avverrà a breve. La conferenza stampa è servita a chiarire che l’Atc e il comitato di gestione dello stesso ambito hanno agito secondo le legge regionale 157/92 che disciplina, appunto la distribuzione delle risorse che gli stessi cacciatori versano all’Atc (42euro), alla Regione (84 euro) ed allo Stato (173,16 euro). “L’articolo 10 – ha puntualizzato il presidente Bitetti – ci impone di destinare il 45% del bilancio preventivo di spesa all’acquisto della fauna selvatica per ripopolamento”. Una somma che quindi, hanno tenuto ad evidenziare, non si può destinare ad altro, previo, però, poi solidarizzare con quei cittadini che si sono sentiti beffati dalla spesa per le lepri in un momento di crisi economica generalizzata. Non nascondendo nemmeno che la Regione, in passato, ha scelto di destinare le loro quote alla sanità pubblica. In merito alle responsabilità della Provincia Bitetti ha detto: “Siamo un ente autonomo e l’amministrazione provinciale può intervenire solo se non dovessimo rispettare le procedure che, invece, in questo caso sono state seguite puntualmente”.

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