20 Ottobre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 20 Ottobre 2020 alle 06:40:48

Provincia

2011: un anno nero. Chiuse 748 aziende


TARANTO – Un anno nero per il comparto agricolo che già nel 2010 aveva chiuso in negativo l’annata. Stamattina i rappresentanti provinciali della Cia (Confederazione Italiana Agricoltori) hanno presentato il bilancio del 2011. “L’annata agraria appena trascorsa – ha detto il presidente provinciale Nicola Spagnuolo – presenta ancora una volta un quadro a tinte fosche dal quale emerge con chiarezza il perdurare dei punti di debolezza consolidati ormai da diversi anni, a fronte di una difficoltà ad ottenere il giusto riconoscimento economico alla collocazione sui mercati delle nostre produzioni.

La crisi generale del sistema economico italiano ha amplificato gli effetti negativi che già da anni incidevano sull’attività del settore primario. Molte aziende agricole, a tal fine, non sono state in grado di sostenere queste difficoltà ed il dato del saldo negativo delle iscrizioni negli elenchi della Camera di Commercio sono il segnale evidente”. Nel 2011, infatti, negli elenchi degli imprenditori agricolo il saldo è di -460 aziende, risultante dalla differenza tra 288 iscrizioni e 748 cessazioni. Un saldo negativo che segue l’andamento del 2010, aggravando la situazione. Due anni fa furono 629 aziende a consegnare le chiavi. Ed il dato, riferito all’ultimo quinquennio, disegna una situazione drastica per il comparto: dal 2007 al 2011 si è passati da 11.178 aziende iscritte a 11.929. Con un saldo negativo di 1.249 aziende in meno. Le cause? Costi delle materie prime che aumentano, insieme a quelli del carburante e dell’energia a fronte di prezzi di vendita dei prodotti agricoli che hanno subito un decremento dell’11,5%. “Continuare a fare impresa in agricoltura è sempre più difficile – ha concluso Spagnuolo – poiché la preponderanza dei punti di debolezza rispetto ai punti di forza è sempre più marcata. La nostra confederazione, a tutti i livelli e da diverso tempo, sta portanti avanti una vera e propria battaglia contro l’eccessiva burocrazia che soffoca il sistema delle imprese in termini di costi e di adem-pimenti. L’obiettivo della Cia di Taranto è aiutare e favorire, con tutti gli strumenti possibili, l’internazionalizzazione delle imprese agricole ed agro-alimentari, sapendo che, da questa attività si possono ottenere solo risultati positivi per l’intero comparto”.

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