24 Luglio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 24 Luglio 2021 alle 21:10:00

Provincia di Taranto

Chiarelli in pole position per le primarie


MARTINA F. – Stasera il nome nelle mani del coordinatore Lino Nessa. Potrebbe essere Giuseppe Chiarelli il candidato che la frangia anti Michele Marraffa proporrà al senatore per le primarie del centrodestra da celebrare l’11 marzo prossimo. C’è fermento. In città stamattina si respirava aria di tensione negli ambienti politici. Un rincorrersi di notizie portava Pino Pulito a rinunciare alla candidatura in favore di Giuseppe Chiarelli, già assessore nell’ultima giunta del sindaco Franco Palazzo, nonché promotore dell’inserimento della Valle d’Itria, e quindi di Martina Franca, nel patrimonio Unesco.

Se dovesse essere lui il candidato alle primarie, la partita domenica prossima sarebbe a tre, perchè anche Tonino Fumarola, pure lui assessore di Palazzo, si è proposto se non si sarebbe arrivati alla candidatura unitaria per Michele Marraffa. Nella prima serata un incontro per definire il percorso da compiere e poi via alle primarie. Lo strumento di democrazia popolare nato col centrosinistra, a Martina, invece sembra essere snobbato da quello stesso schieramento. La contestazione tra Idv e Amo Martina da una parte ed il Pd dall’altra ha praticamente fatto sfumare il ricorso alla primarie prima fissate nel 26 febbraio, poi a domani. Non c’è più tempo ed i giochi sono ancora tutti da fare. La situazione a sinistra è incandescente. L’ultima proposta di candidatura, quella di Tonino Scialpi, professore del Tito Livio e già assessore provinciale e consigliere comunale, lanciata da Pasquale Lasorsa di Amo Martina pare non accontentare tutti. Dopo Giandomenico Bruni e Franco Ancona, quindi nemmeno Scialpi pare riunire la coalizione ed il rischio di andare divisi alle elezioni di maggio diventa ogni giorno più fondato. Una divisione che potrebbe giovare al Terzo Polo verso cui il Pd non avrebbe mai ufficialmente sdegnato un’alleanza. Il patto stretto con Idv e Amo Martina di chiusura all’Udc di Michele Muschio Schiavone verrebbe meno in caso di rottura del centrosinistra e quindi il Pd sarebbe libero di scegliere con chi stare. Ma al Terzo Polo fa la corte anche il Pdl. Può ancora succedere di tutto.

M.D.B.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche