Provincia

Incinta, per ore in fila al caldo in ospedale

La denuncia di una utente che per una “morfologica” ha aspettato dalle 8,30 alle 13 nelle sale d’attesa sprovviste di condizionatori


GROTTAGLIE – Ci saranno stati almeno 28 gradi lunedì mattina nelle sale d’attesa dell’ospedale “San Marco” dove un gruppo di donne incinta si era recato per esami e controlli legati alla gravidanza.

Per molte di loro l’attesa è stata piuttosto lunga. C’era chi per riuscire a prendere per primo il numeretto era lì dalle 8,30 ed è riuscito ad incontrare il medico non prima delle 13.00.

Dunque cinque ore di anticamera.

Un rituale risaputo, specie nelle strutture sanitarie pubbliche dove l’affluenza è notoriamente maggiore.

“Ma ad aggravare la situazione le condizioni in cui vengono messi i pazienti” – ci dice una futura mamma “per noi solo un posto al caldo. Mentre nei reparti i condizionatori sono ben funzionanti (come dovrebbe essere, peraltro), nelle sale d’attesa la temperatura minima, nei giorni estivi, è di almeno 24 gradi.

Non c’è nessun impianto di condizionamento che riesce cioè ad alleviare le lunghe ed estenuanti file. E nei giorni di gran caldo nemmeno le finestre e le porte aperte riescono a rendere più respirabile l’aria”. 

L’attesa, quindi, sembra ancora più infinta se si considera, peraltro, che bisogna fare a turno per riuscire a sedersi. Davanti all’ingresso del reparto di maternità ci sono appena cinque seggiole. “E’ vero – dichiara ancora la mamma – nella stanza accanto c’è l’ingresso dell’ospedale  con altri sedili, ma bisogna fare avanti e dietro per non perdere il turno alla chiamata dell’infermiere che ovviamente non è tenuto a cercare altrove il paziente col numeretto chiamato”.

Quindi posti in piedi ed al caldo per donne che, anche all’ottavo mese di gravidanza, avrebbero, invece, diritto ad un trattamento decisamente migliore. 

Una condizione che chiaramente non può essere attribuita ai medici che, notoriamente sottorganico, sono iperimpegnati anche nel reparto e quindi, dovendo occuparsi sia delle visite esterne che dei pazienti ricoverati, vanno in affanno ed i tempi di attesa si allungano.

Una condizione che Asl e Regione conoscono bene. Il “San Marco” è tra gli ospedali che si sono salvati dalla scure dei tagli per il rientro della spesa sanitaria regionale. Un ospedale difeso con le unghie dai tanti utenti che, però, reclamano dignità e diritti per un nosocomio che deve restare in piedi, ma in condizioni vivibili e non disumane.

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