21 Settembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 21 Settembre 2021 alle 06:00:01


MASSAFRA – La Casa della Salute c’è, ma funziona a rallentatore. E’ il senso della denuncia che il Pd ha lanciato in una conferenza stampa in cui invoca una migliore efficienza dei servizi sanitari offerti nell’ex ospedale Matteo Pagliari. La struttura chiusa con i tagli imposti nel piano di rientro regionale ora ospita ambulatori e servizi territoriali che funzionano “ma potrebbero servire meglio le esigenze dell’utenza”. Imma Semeraro, segretaria cittadina del Pd e Vito Miccolis consigliere comunale hanno posto l’accento su alcune carenze riscontrate all’interno del centro assistenziale di Massafra.

“Alla fine del 2011 – osserva Vito Miccolis – abbiamo avuto modo di confrontarci con il direttore generale dell’Asl tarantina, Fabrizio Scattaglia. Ci promise che in breve tempo sarebbe arrivato l’anestesista per poter utilizzare la Tac con mezzo di contrasto. La figura medica richiesta è arrivata ma la Tac viene utilizzata solo per qualche ora al giorno. Potrebbe, invece, funzionare H12 riducendo quindi le liste d’attesa. Così come le sale operatorie potrebbero essere meglio sfruttate per piccoli interventi chirugici di oculistica o ortopedia”. Sale operatorie nuovissime che furono completate pochi mesi prima della chiusura del nosocomio cittadino e che ancora attendono di poter entrare pienamente in funzione. “Vogliamo di più” hanno gridato in coro i rappresentanti del Pd che hanno già inoltrato una richiesta di incontro a Scattaglia al quale proporranno una serie di aggiustamenti utili a rendere il servizio sanitario territoriale più efficiente: dall’organizzazione del personale all’attività amministrativa. “Non abbassiamo la guardia – afferma Miccolis – ci siamo battuti perchè l’ospedale non venisse chiuso e non ce l’abbiamo fatta, ma non ci arrendiamo perchè almeno i servizi che ci hanno concesso devono essere esercitati il più efficientemente possibile. Invitiamo associazioni e partiti a tenere alta la difesa. Se non otterremo risposte concrete dalla direzione generale dall’Asl torneremo a chiedere un consiglio comunale che invochi la tutela del diritto alla salute”.

M.D.B.

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