19 Settembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 18 Settembre 2021 alle 22:47:00


MARTINA F. – Le primarie del Pdl fissate per domani non si faranno. Ieri sera, in una nota, il coordinamento provinciale segnalava alcune inadempienze rispetto al regolamento nell’organizzazione dell’appuntamento elettorale. In pratica, a 24 ore dal voto mancavano ancora dei documenti. Ora c’è un rimpallo di responsabilità tra il coordinamento cittadino e quello provinciale. Il primo, stando alle parole che il sen. Nessa avrebbe riferito alla candidata Raffaella Spina “esattamente una settimana fa” riteneva “che le primarie si sarebbero fatte in deroga al regolamento”.

Lasciando intendere che toccava alla segreteria provinciale organizzare il tutto. Ma da Taranto si sono preoccupati solo di fornire il regolamento alla segreteria cittadina. L’assenza del senatore in città deve aver completato, poi, la mancanza di dialogo tra le due segreterie fino a far scoppiare una bomba la cui miccia, in verità, era già stata accesa nel momento in cui alla candidatura di Michele Marraffa, voluta da Nessa, si è contrapposta quella di Raffaella Spina. Tra i due candidati e quindi tra i loro sostenitori non correva buon sangue. Negli ultimi giorni la campagna elettorale è stata al vetriolo. Ci sono state accuse reciproche che, il regolamento peraltro non consente. Dal coordinamento provinciale, infatti, si appellano anche all’articolo 5 che non prevedere un così duro attacco tra due candidati che, comunque, fanno parte dello stesso partito. Scuse o no, le primarie, per ora saltano. E le colpe per ora sembrano ricadere su Nessa. Fu proprio lui a invocarle. Per poi chiederne l’allargamento all’intera coalizione di centrodestra. Il silenzio degli altri partiti ha riportato all’interno del Pdl il voto. Fino ad oggi, quando la storia si ferma alimentando il caos e lo scontro. Stamattina Raffaella Spina ha convocato i giornalisti per una conferenza stampa. Carte alla mano ha voluto raccontare come sono andati i fatti. “Dal coordinamento provinciale – ha detto – si fa sapere che le primarie, indette dal senatore Nessa in deroga al regolamento nazionale, deroga motivata dai ritardi accumulati in attesa della celebrazione del congresso provinciale, non possono celebrarsi atteso che mancano alcune indicazioni dovute dai due candidati, per l’assenza di confronto tra i due e per mancata convocazione del comitato organizzatore e di garanzia. In realtà le cose non stanno proprio così. Io ho adempiuto ad ogni formalità richiesta segnalando i due nominativi che mi rappresentavano e assumendo l’iniziativa di organizzare un confronto con l’altro candidato che ha invece ritenuto di non partecipare. E’ lui, per quanto a mia conoscenza, a non aver adempiuto al regolamento. E’ sua la responsabilità se le primarie non si faranno. Va da sè, quindi, che non vi è altra scelta legittima che quella di proclamare la mia candidatura alla carica di sindaco per il Pdl. Nessun’altra soluzione potrebbe avere fondamento politico”. Lancia strali contro Nessa: “Il senatore, garante istituzionale della costituzione, dovrebbe riflettere e trarne le dovute conseguenze”. Il partito vive momenti di tensione che toccherà ora alla segreteria regionale sciogliere.

M.D.B.

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