Provincia

Il Pd di San Giorgio contro gli ex e Grimaldi

Dopo l’espulsione di Fabbiano, Farilla e Notarnicola la segreteria cittadina si prende la rivincia e critica duramente la maggioranza sulle nuove tasse


SAN GIORGIO – Il Pd si prende la rivincita.

Dopo l’espulsione dal partito degli autosospesi Fabbiano, Farilla e Notarnicola il segretario del circolo, Adamo Nobile, dichiara che “la querelle iniziata subito dopo il congresso cittadino, costruita dai consiglieri espulsi su basi evidentemente pretestuose e sempre prive di confronti oggettivi, può ora dirsi definitivamente conclusa”.

Una querelle trascinatasi per mesi e che oggi vede l’unico consigliere del Pd, Sebastiano Loprete seduto tra i banchi di opposizione.
Tra le ragioni che hanno determinato l’espulsione dal partito dei tre consiglieri c’è infatti, anche la costituzione della nuova maggioranza.

“Hanno contribuito – accusa Nobile – dandone l’esplicito assenso, alla nascita di una maggioranza che non solo è priva del Pd, ma che sopravvive grazie al contributo di un ex forzista saltato nelle fila della maggioranza in circostanze che hanno lasciato tutti sbigottiti, non senza polemiche”.

Una maggioranza che il Pd disconosce rispetto al risultato elettorale. “Senza di noi – spiega il segretario – la maggioranza partita di centrosinistra è priva di ogni riferimento politico visto che è presente solo il Sel, mentre lo stesso Udc è diviso tra chi sostiene la maggioranza e chi come il capogruppo Sinisi è dichiaratamente contrario e come, pure l’Idv. Purtroppo l’atteggiamento del sindaco Grimaldi, il quali si dall’inizio ha voluto giocare nella confusione, allo scopo di sopravviere, ignorando i gravi problemi etici e politici che gravano sull’amministrazione, ha permesso che il Pd, oggi, sia all’opposizione”.

Problemi che oggi vengono aggravati dalla nuova pressione fiscale e per la quale, in consiglio comunale il Pd ha votato contro.
“Le proposte fatte dal consigliere Loprete – ricorda – di riduzione della spesa a cominciare dai contenziosi e incarichi legali, non sono comode da digerire per Grimaldi e la sua giunta, la quale preferisce andare avanti ignorando l’impatto che avranno i provvedimenti presi su Tari, Tasi, Imu e Irpef su un tessuto economico che ancora resiste con grandi sacrifici al difficile momento”.

Una gestione più razionale delle spese è quanto suggeriscono i democratici che, attraverso il consigliere Loprete, in aula hanno portato l’esempio eclatante del costo che il Comune sostiene per la manutezione dei semafori in viale Aldo Moro: a fronte di 140mila euro di entrate si versano alla ditta 60mila euro.

“E’ vergognoso” dice Nobile “se chi gestisce la cosa pubblica fosse atento ai costi sostenuti, probabilmente nelle casse del Comune potrebbero rimanere più soldi e sicuramente ci sarebbero meno tasse”.

Messa da parte la querelle con gli autosospesi ormai espulsi, il Pd ormai resta all’opposizione, anzi chiarisce in maniera inequivocabile che “mai il direttivo intende accettare offerte di poltrone per il solo gusto di occuparle”.

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