07 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 06 Maggio 2021 alle 15:58:04

Provincia

Gli autosospesi: l’espulsione rappresenta un atto di censura

La rottura nel Partito democratico di San Giorgio


SAN GIORGIO – “Il provvedimento di espulsione formulato dal segretario provinciale rappresenta un atto di censura, come nelle migliori dittature, nei nostri confronti, ma soprattutto un messaggio chiaro a chi come noi rappresenta l’altro, il nemico da debellare: o siete con noi o siete fuori. Ma noi non saremo mai come ci volete voi”.

Così i consiglieri Angelo Notarnicola e Stefano Fabbiano insieme al vicesindaco Cosima Farilla commentano la decisione assunta del segretario provinciale del Pd di mandarli via dal partito dopo che si erano autosospesi. “Una scelta obbligata” dicono “perchè non potevamo tollerare ed accettare la compravendite di tessere e l’acquisto di pacchetti preconfezionati, a volte all’insaputa degli stessi iscritti; un fenomeno che ha caratterizzato gli ultimi due anni di vita politica del circolo Pd di San Giorgio specie a ridosso del congresso locale”.

Gli attriti ufficiali all’interno del partito sono cominciati proprio allora. Coloro che poi si sono autosospesi hanno da subito denunciato questa situazione.

Oggi ricordano che “negli ultimi anni, troppe volte abbiamo tentato di ostacolare questo metodo. Come quando in un solo giorno arrivarono nella mani dell’ex segretario del circolo locale 40 richieste di tessere da una sola persona, già saldate e compilate. Molti nominativi erano di cittadini che mai avevano espresso la volontà di entrare in un partito. Ai primi controlli le 40 tessere furono magicamente ritirate dallo stesso mediatore. Un altro pacchetto preconfezionato di circa 30 tessere, sottoscritte a Taranto e annoverate sotto gli elenchi dei tesserati sangiorgesi, già pagate ma mai ritirate dagli iscritti, erano pronte per scoraggiare la democrazia vera prima del congresso di San Giorgio. Ripristinare le regole della Democrazia spettava alla segreteria provinciale. La provincia ci risponde di dimostrare come in un tribunale quali tessere siano state illegittime o meno. La verità era una: far fuori Fabbiano e quel gruppo di giovani che hanno avuto un gran consenso nelle votazioni comunali e che non rappresentano la loro corrente. Lasciamoli soli mentre noi occupiamo le poltrone del partito a modo nostro. Questo era ed è il progetto degli attuali dirigenti del Pd provinciale e di San Giorgio. Se questo è il cambiamento, se questo è il “nuovo” Pd, se questi sono i parametri di riferimento di una democrazia partecipativa preferiamo metterci da parte volontariamente, scegliendo il “vecchio” al “nuovo”, scegliendo l’onestà politica al principio che vuole un partito gestito solo con soldi e soldati; abbiamo una dignità e come tale non è in vendita”.

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