05 Dicembre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 04 Dicembre 2020 alle 22:06:49

Provincia

Accertamenti Tarsu a Massafra: “Quegli avvisi sono nulli”

La consegna sta avvenendo tramite un servizio di posta privata e non da un pubblico ufficiale come previsto


MASSAFRA – E dopo l’invito a ribellarsi ora scatta la denuncia, quella vera.

Il commercialista Giuseppe Spera insiste sull’irregolarità degli accertamenti Tarsu 2008/2011 che in questi ultimi giorni stanno arrivando nelle case dei contribuenti.

Accertamenti che, secondo quanto invece sostiene il commercialista, prevedono sanzioni ingiuste in quanto il Comune è già in possesso degli elenchi forniti dalla ditta “Gioiello” di Martina Franca che nel 1996 fu incaricata a verificare la corretta superficie da tassare.

Oggi, invece, si chiede ai cittadini di dimostrare la superfificie e se non si è in grado di farlo parte la multa. Un’ingiustizia per Spera che oggi scopre un altro cavillo di questa intricata faccenda.

“Gli avvisi di accertamento che i contribuenti massafresi stanno ricevendo in questi giorni – sostiene – sono nulli. L’avviso di notifica costituisce atto pubblico, per cui non può essere notificato da personale di posta privata poichè essi non rivestono la qualifica di pubblico ufficiale. Questo principio è stato confermato di recente dalla sentenza della Cassazione n. 2034/14, la quale sancisce che la notifica di un atto non può esser eseguito tramite servizio di posta privata come nel caso degli avvisi inviati dal Comune di Massafra per cui l’atto è da ritenersi nullo”.

Un ulteriore elemento che apre le porte ad una possibile ondata di ricorsi. I primi sono già partiti, garantisce Spera che a questa battaglia proprio non vuole rinunciare “è un’ingiustizia – insiste – Un modo utilizzato dal Comune semplicemente per far cassa a danno delle famiglie che in questo periodo già vivono in condizioni di difficoltà per via del lavoro che manca e della crisi economica. Il mio invito è a ribellarsi a questo modo di fare. A chiedere, dunque, il rimborso dell’eventuale sanzione pagata”.

Rimborso possibile sulle bollette del prossimo anno secondo quanto previsto dalla legge 507/93.

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