14 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 14 Maggio 2021 alle 14:54:24

Provincia

Il caso: dieci postini per cinque Comuni

Incontro a San Giorgio tra il sindaco Grimaldi e la Cgil. Alla base dei ritardi nella consegna c’è la carenza di organico scaturita dai tagli del 2013


SAN GIORGIO – Ancora una volta è la carenza di organico a creare disagi e disservizi.

Come per il settore sanitario, anche nel recapito della corrispondenza la causa dei ritardi sta nella disponibilità di un personale ridotto all’osso.

L’evidenza dei fatti è emersa ieri durante il confronto tra la Cgil e il sindaco Giorgio Grimaldi che proprio attraverso  le colonne di Buonasera Taranto ha segnalato i ritardi nella consegna della posta.

Paola Palumbo segretaria del sindacato di categoria per la Cgil ha spiegato al primo cittadino che l’ufficio postale di San Giorgio ha a disposizione dieci postini, ma tra le cui competenze ricadono anche i Comuni limitrofi di Carosino, Faggiano, Monteparano e Roccaforzata.  In sostanza ci sono dieci postini per cinque Comuni.

Un’area vasta, se si considera la densità di popolazione e l’espansione edilizia che negli ultimi anni hanno interessato i cinque territori e che mette in difficoltà serie i portalettere già gravati da tagli operati lo scorso anno.

“Il problema – ribadisce Paolo Palumbo – non è certamente nuovo. Forse durante quest’ultimo periodo si è accentuato anche a causa della pausa feriale, ma la causa dei disagi risale allo scorso anno quando ci fu la rimodulazione del personale ed i tagli al settore recapito che hanno ridotto di gran numero i portalettere”.

In pochi cioè devono consegnare la posta in tempi a volte anche strettissi e su zone anche molto distanti tra loro. E’ chiaro dunque che ne scaturiscono ritardi a scapito dei cittadini che poi si vedono multati per non aver pagato in tempo la classica bolletta. Un problema che per la Cgil non riguarda solo San Giorgio da dove il sindaco Grimaldi si è impegnato a mobilitare i colleghi dei Comuni limitrofi del comprensorio di competenza al fine di verificare innan¬zitutto la comunanza dei disagi e poi la possibilità di far fronte comune per riuscire a risolvere il problema.

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