23 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 23 Aprile 2021 alle 17:54:14

Provincia

Mercati e fiere. Il regolamento sotto accusa


MARTINA F. – Ci sarebbero elementi di illegittimità nel nuovo Regolamento comunale per la gestione del commercio su aree pubbliche. A rilevarlo è Confcommercio che in una lettera inviata al commissario straordinario Sandro Calvosa ed al dirigente del settore Sviluppo Economico, Pietro Mastrovito, esprime disappunto per l’iter procedurale adottato. Il presidente di Confcommercio Martina Franca, Roberto Massa ricorda che l’esigenza di un confronto approfondito sul tema interessa non solo il commercio ambulante, ma anche quello in sede fissa nonché altri numerosi aspetti della vivibilità cittadina, per le implicazioni che più volte sono state evidenziate su problemi quali: la viabilità, il traffico e l’igiene urbana.

Di fatto la tempistica adottata dalla Amministrazione non ha consentito che le categorie commerciali di Confcommercio potessero attivarsi – attraverso il confronto interno – per dare il proprio contributo alla definizione del Regolamento ed esprimersi in maniera approfondita sull’argomento. “L’Amministrazione – scrive Confcommercio – infatti ha concesso poco tempo per espletare gli incontri richiesti, apportare le modifiche scritte, articolare il confronto con gli organi dirigenti dell’Amministrazione e passare infine all’approvazione”. Pertanto il Regolamento è stato approvato senza il parere di Confcommercio. “Rappresentiamo che il documento sottopostoci disciplina non solo la materia del commercio ambulante ma anche quella delle fiere – scrive Massa – che sono regolamentate da leggi nazionali e regionali diverse. Vi è un’ipotesi di proliferazione di posteggi isolati e di mercati rionali giornalieri, assolutamente ingiustificata in questo difficilissimo momento economico. L’allocazione dei mercati giornalieri non è ben indicata dal punto di vista urbanistico, ed appare quanto mai concreta l’ipotesi che si ipotizzi l’utilizzazione di aree carenti di adeguata destinazione urbanistica e prive degli standard igienico-sanitari ripetutamente imposti dalla Regione Puglia e sollecitati dalle Asl”. Per diverse motivazioni tecniche e giuridiche Confcommercio starebbe decidendo se impugnare l’atto deliberativo già allo studio di un legale.

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