23 Settembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 23 Settembre 2021 alle 13:48:00

Provincia di Taranto

“Rifiuti, sì al raddoppio”


MASSAFRA – Ambiente ed industria possono convivere serenamente. L’esempio è Massafra dove insistono grandi aziende e persino un termovalorizzatore. Stamattina il sindaco Martino Tamburrano ed il suo assessore Nino Castiglia, entrambi consiglieri provinciali, in conferenza stampa hanno annunciato la volontà di concedere il parere favorevole al raddoppio del termovalorizzatore (lunedì 2 aprile l’argomento approda in consiglio comunale). L’occasione è nata dalla volontà di denunciare e di sollecitare un’azione più incisiva per dare al territorio tarantino, Massafra compreso, lo sviluppo che rivendica da anni, ma per il quale, Tamburrano intravede azioni e mobilitazioni solo “occasionali” ovvero dettate dal momento elettorale.

“Siamo fortemente preoccupati – ha detto il sindaco – che questi tavoli concertativi siano occasionali perchè ci sono le elezioni. Vendola ci considera solo oggi, alla vigilia della campagna elettorale. Ma dove erano quei politici che oggi chiedono una legge per Taranto quando sono stati concessi l’Aia e le altre autorizzazioni? Dove sono questi politici oggi che si scende in strada? Dove sono i sindacati, ovvero la Cisl? E’ triste vedere che tutto si concentra sulle spalle dei lavoratori e delle loro famiglie. Taranto ha bisogno di ripatire e lo deve fare in maniera armonica, coinvolgendo tutto il territorio. Nessuno si è accorto che oltre alle grandi industrie ci sono tante piccoli imprese sull’orlo della crisi? Allora il raddoppio della Cementir e dell’Eni devono passare attraverso lo sviluppo del territorio, o io capisco che il momento è solo elettorale”. Massafra è pronta ad accogliere lo sviluppo dell’area portuale (si sta ammodernando la statale), ma vuole essere partecipe delle scelte. Tamburrano chiede a Sportelli di attivarsi in difesa delle aziende locali in crisi, sostituendosi al sindaco Stefàno a cui recentemente aveva inviato una lettera di sollecito per coinvolgere anche i Comuni dell’area industriale tarantina. Ma il silenzio regna sovrano.

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