24 Luglio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 24 Luglio 2021 alle 21:10:00

Provincia di Taranto

Lavoro nero. Sospesa attività gestita da cinesi


MARTINA F. – Un’impresa di confezioni gestita da cinesi è stata sospesa ieri dagli ispettori del lavoro. Un blitz nell’azienda che ha smascherato una serie di violazioni in fatto di lavoro nero, permessi di soggiorno e luoghi inadatti. Poco dopo le ore 13 gli ispettori del Ministero del Lavoro hanno fatto irruzione nell’azienda dove hanno trovato dieci lavoratori intenti a confezionare capi di abbigliamento. Sono scattati immediatamente i controlli che hanno rilevato la presenza di sette di loro che non avevano alcun contratto, oltre ai permessi di soggiorno.

In pratica sono risultati lavoratori in nero. Alla guida dell’azienda c’era una donna di nazionalità cinese. Per lei è scattata una maxi multa da 30mila euro a seguito dell’accertamento del mancato versamento dei contributi previdenziali ed assicurativi in carico ai suoi dipendenti. Per i quali, invece, sono state elevate sette maxi sanzioni per un importo complessivo di 28mila euro. Gli stessi lavoravano in ambienti non conformi al dettato normativo in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro. I controlli sono proseguiti per diverse ore anche per via delle difficoltà di dialogo tra gli ispettori e i lavoratori che non parlavano l’italiano. L’operazione, mirata al contrasto del lavoro nero e irregolare, è stata coordinata dal direttore dell’ispettorato del lavoro, Giacomo Lippolis e dagli ispettori della direzione unitamente ai militari del nucleo carabinieri della compagnia di Martina Franca. Si tratta del primo caso riscontrato nel 2012 nella città della valle d’Itria. Ma già in passato gli ispettori del Ministero del Lavoro si sono prodigati per garantire la regolarità delle attività in una città notoriamente vocata alla produzione nel campo delle confezioni e dell’abbigliamento.

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