11 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 11 Maggio 2021 alle 15:46:20

Provincia

Lavori abusivi, scatta il sequestro

Il Corpo Forestale dello Stato ha messo i sigilli ad una vasta area sottoposta a vincolo paesaggistico


MASSAFRA – Il Corpo Forestale dello Stato ha sequestrato una superficie  di circa 15 ettari su cui erano in corso lavori abusivi di dissodamento edi  eliminazione di muretti a secco. Sull’area situata nel territorio di Massafra nel corso dei consueti servizi di pattugliamento gli agenti della Forestale di Mottola hanno accertato che erano in corso lavori di demolizione di un muretto a secco, con totale eliminazione della vegetazione.

I rilievi effettuati dai Forestali hanno verificato che una vasta estensione di  terreno circostante, sottoposta  a molteplici vincoli, era stata dissodata, con eliminazione delle pietre , presumibilmente attraverso l’utilizzo di un grosso escavatore munito di martello perforatore.
Le operazioni avevano già portato alla distruzione di 280 metri lineari di muretto a secco ed al dissodamento di terreno saldo per un’estensione di circa 4.000 metri quadrati.  Al momento dell’accertamento il mezzo impiegato per i lavori di demolizione del muretto a secco era all’opera su un tratto di muro della lunghezza di circa 100 metri. Le pietre  erano state caricate su un autocarro. I lavori accertati, condotti in assenza delle prescritte autorizzazioni, erano condotti su un territorio interessato da una molteplicità di importanti vincoli di carattere ambientale.

Grazie all’attività di indagine condotta dai  Forestali è stato accertato che tutta l’area in cui sono stati realizzati i lavori di eliminazione dei muri a secco e della vegetazione  ricade  nei cosiddetti siti “Natura 2000” (sistema di aree funzionalmente relazionate, individuate con l’obiettivo di mantenere in uno stato di conservazione soddisfacente il patrimonio di risorse di biodiversità costituito da habitat e da specie di interesse europeo).

I Forestali di Mottola hanno provveduto a denunciare il proprietario della zona, nonché committente dei lavori i, all’autorità giudiziaria per distruzione o deterioramento di habitat all’interno di un sito protetto e distruzione e deturpamento di bellezze naturali.

Contemporaneamente, hanno posto sotto sequestro preventivo l’intera superficie per evitare che la libera disponibilità del bene potesse aggravare o in qualche modo protrarre le conseguenze del reato.

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