Provincia

Occupato l’Alberghiero. Gli studenti: “Ora ascoltateci”

Iniziata la protesta: classi sparse per il paese e cucine senza gas


PULSANO – Alla base dell’iniziativa ci sono problemi vecchi, trascinati negli anni, e disagi che si sono affacciati in questi primi mesi del nuovo anno. I ragazzi dell’alberghiero di Pulsano (l’istituto Mediterraneo) hanno deciso di occupare. Un’occupazione ‘pacifica’ per rivendicare una serie di interventi.

Prima il trasloco da Leporano a Pulsano. Quindi, “l’effetto Masterchef”, che ha fatto “lievitare” il numero degli iscritti, con le classi sparse per il paese. Non è tutto perchè manca anche il gas, che, è chiaro, diventa fondamentale per esercitarsi ai fornelli.

“Quello che noi ragazzi vogliamo gridare è che la scuola siamo noi. Ed è proprio per questo che siamo tutti uniti, in quest’ occasione ancora di più. A causa dei numerosi problemi presenti, iniziamo oggi l’occupazione della nostra scuola, che non sarà smantellata fin quando non ci sarà dato ciò che ci spetta” spiegano gli studenti, attraverso una nota.

“Le ragioni che ci hanno fatto arrivare a questa drastica decisione risalgono a due anni fa, quando ci è stato imposto lo sfratto dalla sede di Leporano, trasferendoci a Pulsano. Qui ci era stata promessa una struttura apposita per noi, creata su misura, con tanto di laboratori per le nostre ore pratiche. Al nostro arrivo era ancora tutto in costruzione e abbiamo finalmente ricevuto i laboratori di cucina e sala-bar solo ad anno scolastico quasi al termine”. I problemi non sono finiti: “l’anno successivo a causa di un considerevole aumento di iscrizioni, non bastavano le aule, ponendo quindi tre classi fuori dall’edificio scolastico, in giro per Pulsano (due classi nel teatro ed una nella chiesa del paese)”. A oggi cosa è cambiato? “Nulla. Anzi la situazione è peggiorata: quest’anno, come ultima novità, è stato tolto il contatore del gas perché la Provincia non ha pagato le bollette”.

Ed ecco le rivendicazioni degli studenti: “Vogliamo che si tenga conto di pagare le bollette del gas che ci permettono di riprendere le esercitazioni, anche in previsione dell’accensione dei termosifoni durante l’inverno; vogliamo che si cerchi una soluzione alternativa per le classi che fanno lezione in teatro e in chiesa; vogliamo la creazione di un laboratorio di Ricevimento attrezzato; che si tenga conto di liberare la palestra dell’edificio, a oggi utilizzata come magazzino, perché non è giusto andare a fare educazione fisica all’oratorio del paese, soprattutto nei mesi invernali, visto che la palestra dell’oratorio è all’aperto; vogliamo che sia ristrutturata la struttura a causa di muri e scale rotte”.

Ecco il perché dell’occupazione: “Una manifestazione pacifica dei nostri diritti – la definiscono gli studenti – con lo scopo di attirare l’attenzione delle istituzioni locali e provinciali affinché finalmente ci ascoltino”.

 

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