Provincia

Lidi, rivolta contro le “aste”


TARANTO – Stabilimenti balneari sul piede di guerra. Ci sarà anche una delegazione tarantina alla manifestazione di domani a Roma. Ad annunciare lo stato di mobilitazione delle associazioni rappresentanti delle imprese della balneazione che mercoledì daranno vita alla manifestazione unitaria, nella capitale, dinnanzi alla sede del Palazzo dei congressi è la Confcommercio.

“L’obiettivo di questa iniziativa, che porterà a Roma tantissimi partecipanti provenienti da tutta le città costiere italiane, è quello di rappresentare lo stato di grande preoccupazione degli operatori per l’avvenire delle nostre imprese e delle nostre famiglie, se il Governo confermasse la decisione di mettere all’asta del 2016 le concessioni demaniali –sottolinea il presidente provinciale di SIB Confcommercio, Vincenzo Leo. Un atto con il quale si metterebbe in discussione il futuro di 30 mila imprese Italiane che hanno con le loro storie imprenditoriali ed i loro investimenti contribuito a costruire l’immagine turistica del Paese”. “Noi siamo determinati ad opporci alla applicazione cieca di una norma che avrebbe il solo effetto di consegnare i lidi a soggetti economicamente forti in grado di cancellare in un sol colpo il lavoro di tanti imprenditori – ed alcuni da generazioni – che anno dopo anno hanno investito, contribuendo a costruire l’immagine e lo stile della balneazione italiana – prosegue Leo. Questo sarebbe inoltre il modo per dequalificare il settore, con la durata quadriennale delle concessioni demaniali calerebbero infatti gli investimenti e crescerebbe la corsa ai profitti. Ecco noi saremo a Roma con una delegazione provinciale accanto ai colleghi delle altre regioni per manifestare con tutta la nostra forza la determinazione degli imprenditori del settore a non consegnare un patrimonio italiano nelle mani degli stranieri e di chiunque disponga di danaro in grandi quantità”. “La magistratura salentina” si legge inoltre nella nota stampa diffusa da Confcommercio Taranto “ha recentemente lanciato l’allarme sul pericolo delle infiltrazioni mafiose nel settore balneare; il vice presidente del Sib, Alfredo Prete, ha confermato come di fatto il rischio sia particolarmente elevato e come il Governo, dando il via libera alle aste, non farebbe che assecondare questa tendenza”. Il Governo ha 15 mesi di tempo per ripensare alla materia in modo equilibrato oltre che utile per la salvaguardia di una industria che contribuisce a valorizzare l’offerta turistica del Paese.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche