Provincia

Sanità, acque agitate a Grottaglie


GROTTAGLIE – Si torna alla carica. La notizia di nuovi tagli all’ospedale riaccende la protesta degli utenti che stasera si riuniranno al Centro Monticello (ore 18,30) per pianificare una nuova mobilitazione contro il rischio di chiusura del San Marco. La trasformazione da struttura complessa a struttura semplice annunciata dall’assessore regionale Attollini porta inequivocabilmente verso la “morte” del nosocomio grottagliese che, soprattutto in fatto di nascite, vanta numeri da record (300 in un anno). Eppure rischia di scomparire a danno delle innumerevoli mamme che hanno scelto quella struttura per partorire.

Il punto nascite funziona, ma è sprovvisto di rianimazione neonatale. Questo lo porterebbe fuori dall’elenco delle strutture da tenere in piedi secondo le scelte operate dall’assessorato regionale. Ma la città intende difendere quanto negli anni ha cercato di conquistare con fatica. Un primato e soprattutto il diritto alla salute che andrebbe garantito a tutti in maniera più radicale. Invece, si continuano a chiudere ospedali. E la prossima mannaia potrebbe abbatersi proprio sulla città della ceramica da dove già da qualche anno si lotta per tenere aperto il nosocomio. Si sono consumanti incontri, si sono celebrati consigli comunali, si è scesi in strada e si sono organizzati sit in. Ma proprio ora che tutto sembrava calmo, l’annuncio di nuovi tagli rianima il comitato che fa già sapere di aver chiesto al sindaco Ciro Alabrese la convocazione di una commissione ad hoc, aperta all’intervento dei cittadini, e soprattutto alla presenza dei consiglieri regionali eletti dai grottagliesi ed a cui chiedere conto di quanto stanno facendo per difendere il San Marco. “L’obiettivo è organizzare una battaglia unitaria” riferisce la portavoce Filomena Erario. “Spero che i politici si svestano delle bandiere per aderire ad una lotta che ci garantisca il diritto alla salute”.

Maria De Bartolomeo

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