Provincia

San Giorgio Jonico, antichi mestieri in bicicletta

Una mostra allestita all’istituto comprensivo “Nesca”. Spiccano le bici dello speziaro, del madonnaro e del medico condotto


SAN GIORGIO JONICO – “Antichi mestieri in bicicletta”. E’ la mostra allestita all’Istituto comprensivo “Nesca”.  Una occasione per riscoprire quelli che si possono definire gli “antesignani” di molti mestieri esistenti ancora oggi.

“Il progetto nasce dalla volontà di recuperare le antiche tradizioni d’Italia- ha spiegato il vicepresidente del comitato Arci di Taranto, Simona Marsella- occorre riportare alla luce i mestieri che un tempo venivano svolti con passione e sacrificio per riuscire a sbarcare il lunario in un periodo di ristrettezze economiche, quando il benessere non era ancora conosciuto da tutti. Questo evento- ha proseguito Marsella- vuole essere anche un ritorno all’artigianato, alle professioni basate sulla mano d’opera”.

L’obiettivo della mostra è quello di riportare in auge la figura dell’artigiano, affinchè quest’ultima possa diventare un modello d’ispirazione per il futuro professionale di molti giovani. Gli organizzatori della mostra, Pasquale Tripiedi e Leonardo Tinelli, hanno spiegato, invece,  che dagli inizi del secolo fino alla fine degli anni Settanta, la bicicletta rappresentava un mezzo di trasporto indispensabile per molti che, dalle città, si spostavano per raggiungere le contrade rurali per prestare la loro opera.

Una fotografia su questo mezzo di trasporto, fulcro tematico della mostra, è esposta all’ingresso del padiglione: il soggetto immortalato è un contadino che schiaccia un pisolino, tenendosi stretto alla sua bicicletta, fedele compagna di vita per molti lavoratori. Dalla mostra emerge la cura degli allestimenti. Ben risaltano, infatti, i vari pezzi in esposizione che richiamano la loro storia e la loro funzione. Le biciclette erano un vero e proprio supporto di lavoro. Nella mostra ognuna è esposta in funzione della tipologia di opera prestata da chi la possedeva.

Vere e proprie bottegucce ambulanti, rigorosamente su bici. Tra le tante biciclette in mostra quella del “Norcino”, figura tipicamente umbra molto simile a una sorta di macellaio ambulante. “Il compenso per questo commerciante-ha spiegato Leonardo Tinelli- consisteva nella consegna dell’animale a cui seguiva la macellazione”. Degne di nota, tra le altre biciclette in  mostra, vi è quella dello “speziaro”, della “merceria”, del “madonnaro” e del “medico condotto”. “La bicicletta del dottore- ha sottolineato  Pasquale Tripiedi – era dotata di un motore che supportava la pedalata del mezzo affinchè il medico potesse raggiungere i pazienti con una certa tempestività”. La collezione di Pasquale Tripiedi e Leonardo Tinelli comprende anche modelli esteri, come il variopinto “Risciò indiano” e le fantastiche biciclette indiane degli anni Sessanta.

“Dal punto di vista amministrativo-  ha spiegato Simona Marsella- la mostra degli antichi mestieri in bicicletta è un evento gestito dall’associazione di promozione sociale  “Arci” mentre, dal punto di vista della comunicazione l’evento viene promosso attraverso facebook, con una pagina interamente dedicata all’evento”.

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