Provincia

Confusione Imu. L’ass. Venneri: “Ve la spiego io”


SAN GIORGIO – L’assessore alle Finanze, Pietro Venneri prova a spiegare l’Imu e soprattutto annuncia inevitabili conseguenze che definisce “disastrose” tanto per le casse comunali quanto per le tasche dei contrubuenti. “Piaccia o non piaccia il prelievo verrà fatto ugualmente – afferma – a prescindere dalla volontà dell’Amministrazione comunale, direttamente sul Fondo Sperimentale di Riequilibrio costituito dopo il 2007, anno di abolizione dell’Ici per sostituirne il gettito”.

Assessore, quali effetti ci saranno? “Al nostro Comune nel Fondo per il 2012 sono stati tagliati 500mila euro, e non è da escludere che una volta verificato il gettito della prima rata di giugno, non vi siano ulteriori tagli. Se a questo aggiungiamo le riduzioni di trasferimento dello scorso anno nell’ambito del federalismo municipale (ben 644mila euro), si potrà parlare di disastro in quanto significherebbe chiedere ai cittadini incrementi in maniera sensibile dell’Irpef, oppure riduzione dei servizi”. Come considera questa nuova imposta? “L’IMU contiene una tassa patrimoniale che va allo Stato. I Comuni subiscono un taglio “preventivo” sui trasferimenti sulla base di stime di entrata IMU molto spesso sopravvalutate. Con le aliquote base, nelle casse del Comune entreranno comunque meno risorse rispetto all’anno scorso”. Che vuol dire? “Con l’introduzione dell’IMU, molti proprietari di unità immobiliari destinate ad abitazione principale pagheranno meno rispetto al 2007, e ciò per effetto dell’incremento delle detrazioni d’imposta passate da 114 a 200 euro, maggiorate di 50 euro per ogni figlio di età inferiore ai 26 anni”. Partiti e sindacati chiedono di tenere al minimo l’aliquota. Cosa intendete fare? “La normativa, purtroppo, offre scarsi margini di manovra. L’obiettivo su cui stiamo lavorando nella stesura del Bilancio di Previsione 2012 è, comunque, quello di far pesare il meno possibile gli effetti della nuova tassa sulle famiglie proprietarie di una sola abitazione, nonché sulle imprese che già pagano un duro prezzo alla crisi economica, tenendo conto, altresì, dell’esigenza di garantire i servizi sociali e nella necessità imprescindibile del pareggio di bilancio”.

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