Provincia

Verso le elezioni. “Voto, confronto sui programmi” a Grottaglie

La denuncia dei movimenti Libera... Mente e Utòpia: “I partiti preferiscono la linea del silenzio e delle soluzioni last minute”


GROTTAGLIE – I movimenti civici “Libera… Mente” e “Utòpia” di Grottaglie hanno avviato, ormai da tempo, un percorso di riflessione politica, anche in attesa delle prossime elezioni Regionali. Negli ultimi giorni i due movimenti hanno incontrato alcuni rappresentanti di partiti e di schieramenti politici, possibili candidati al Consiglio regionale della Puglia. “Le personalità intervenute – si legge in una nota dei due movimenti – hanno illustrato, durante diverse riunioni cittadine, gli orientamenti e i programmi elettorali, che intendono presentare e sostenere”. 

“Libera… Mente” e “Utòpia”, in questo momento del dibattito e del confronto, comunque ancora in corso, sentono il bisogno di porre all’attenzione dell’opinione pubblica locale “le sensazioni, le considerazioni e i suggerimenti, già emersi sulle questioni attualmente in campo. Così, è nostra convinzione che l’azione politica, ancora una volta, abbia commesso alcuni errori. I partiti hanno interrotto ogni tipo di dialogo popolare con gli ambiti territoriali, stabilendo piuttosto la linea del silenzio e della vaghezza “last minute”. Perché vogliono, a scadenza e a sorpresa, imporre, come sempre, prima i loro nomi e le loro liste, per poi aggiustare i “programmi di contenuto” alla bisogna e adattarli ai vari personaggi prescelti all’interno dell’apparato. Vi è addirittura la tentazione – spiegano dai due movimenti civici grottagliesi – di non rinnovare la fiducia ai candidati uscenti, poiché in cinque o dieci anni di mandato, non hanno prodotto risultati positivi per la provincia di Taranto, rimasta emarginata dal resto della Puglia e in una condizione disastrosa, soprattutto rispetto alla mobilità, all’ambiente, alla salute, alla cultura e al turismo. In tutto ciò, forse c’è una tragica e non giustificata spiegazione. I partiti stessi tentano di proteggere e conservare se stessi, con una decisa strategia dell’arroccamento nelle posizioni conquistate. E quasi non temono più neppure l’astensionismo, poiché esso, diminuendo la partecipazione al voto, eleva le percentuali dei risultati ottenuti e consente ai vincenti di vantare dati tanto eccezionali quanto irreali. Comunque i cittadini rimangono tentati dal “non voto”, che determinerebbe uno scenario politico povero, privo della volontà popolare”.

“Libera… Mente” e “Utòpia”, allo scopo di continuare “il dibattito democratico e nella speranza di correggere alcuni “vizietti” di fondo” vorrebbe proporre una sorta di “piattaforma elettorale”, che “indichi come concepire le cosiddette economie (distribuzione delle risorse disponibili da investire) ed ecologie (ordinamento delle priorità culturali e sociali) della politica, per lo sviluppo e il progresso dei territori di area vasta civica (aggregazione di Comuni contigui)”.

“A ogni economia ed ecologia si fanno corrispondere i principali argomenti dei contenuti, su cui discutere, chiarirsi e pianificare. Evitiamo di rimanere nella palude della confusione, della disinformazione e della strumentalizzazione”.

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