22 Settembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 22 Settembre 2021 alle 09:59:00

Provincia di Taranto

Via le auto dal centro storico di Manduria

Il circolo Legambiente chiede che il nuovo piano del traffico non sia solo un atto formale, ma che si arrivi gradualmente a rendere la zona pedonale


MANDURIA – Il centro storico? Deve essere a misura d’uomo, senza auto e moto che vi scorrazzano. E’ di questo parere il circolo Legambiente di Manduria. 

“La nostra riflessione parte da un approccio che tiene conto principalmente degli aspetti legati alla sostenibilità dell’abitare e del vivere il Centro abitato di Manduria, in particolare il centro storico, condizioni che ci sembrano irrinunciabili per garantire una rigenerazione urbana che costruisca vere “Smart City”. Un centro storico più vivibile non può prescindere dallo stretto legame fra qualità ambientale, salute dei residenti e dei cittadini, fruizione della città anche da parte di chi studia, lavora e utilizza uffici, attività commerciali e servizi. Il Centro storico è un bene prezioso non solo per chi vi risiede, ma per tutti i manduriani e per coloro che visitano la nostra città per turismo”.
Legambiente chiede l’attuazione di un progetto che garantisca la tutela della salute e della sicurezza di chiunque viva il Centro e che valorizzi il patrimonio storico e architettonico di Manduria, garantendo alla città un adeguato sviluppo economico anche nel settore turistico.

“L’attuale sistema di limitazione del traffico in alcune strade del centro storico è già sin troppo permeabile con la consuetudine di comportamenti illeciti, incoraggiati anche dal mancato controllo sugli orari di sosta consentiti. L’obiettivo, ancora lontano, di un Centro a misura d’uomo e non dominato dal transito e dalla sosta dei veicoli privati e commerciali deve essere raggiunto in maniera graduale, ma rigorosa. Devono essere incentivati senza eccezioni i modelli di mobilità alternativa, scoraggiando l’accesso in auto ed escludendo la sosta lungo le strade del centro storico. Dovrebbero invece essere ricavati e successivamente resi appetibili parcheggi al di fuori dell’area pedonale. Deve essere risolto il nodo dell’enorme afflusso di auto legato alle scuole del Centro, principalmente a tutela dei bambini stessi”.

Il circolo prende ad esempio le decisioni che, in tutta Italia, sono già state prese in favore della mobilità sostenibile, come la pedonalizzazione dei Fori imperiali a Roma, o alla riduzione totale del limite di velocità a 30 chilometri adottato a Catanzaro e Reggio Emilia, o addirittura la chiusura di arterie principali e l’estensione della ztl a Milano, Udine e Modena, nonché la pedonalizzazione del centro storico di molte città toscane. “Inoltre numerosi comuni, anche minori, hanno aderito al “patto dei sindaci” (il principale movimento europeo che vede coinvolte le autorità locali e regionali impegnate ad aumentare l’efficienza energetica e l’utilizzo di fonti rinnovabili nei loro territori). Il principale impegno dei firmatari del Patto è raggiungere e superare l’obiettivo europeo di riduzione del 20% delle emissioni di CO2 entro il 2020 e tale risultato dipende in larga misura dalla riduzione del traffico veicolare. Chiediamo quindi all’amministrazione comunale  che il Comune di Manduria non sia da meno in queste iniziative, e che il nuovo piano del traffico non sia solo un atto formale ma una reale opportunità per impegnarsi coerentemente con interventi definitivi per ridurre le emissioni derivanti dal traffico”.

Non solo. “E’ auspicabile che il progressivo percorso verso una città sostenibile venga accompagnato da incontri e tavoli di lavoro misti con commercianti, artigiani, residenti e cittadini, provenienti dall’intero territorio comunale. Solo così potranno essere trovate soluzioni efficaci per rispondere alle richieste ormai improrogabili di una città più vivibile e sicura. Riteniamo che la pedonalizzazione sia la soluzione ottimale”. In altre parole, “pedonalizzare è il modo migliore per amplificare al massimo le potenzialità di un quartiere” per il circolo Legambiente Manduria.

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