17 Settembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 16 Settembre 2021 alle 19:50:29

Provincia di Taranto

Lizzano, “Troppe opere incompiute”

Le segnalazioni del circolo di Sel. Dall’ex macello al palazzetto dello sport, dalla scuola materna “Tevere” all’ex sede dell’Anfass


LIZZANO – “Percorrendo le strade del nostro paese ci siamo abituati a vedere strutture pubbliche abbandonate, cadere a pezzi tra l’indifferenza di chi dovrebbe provvedere al loro mantenimento”. Così il  Circolo Sel che ha voluto  verificare lo stato delle opere incompiute o abbandonate.

“E’ un elenco talmente lungo e, purtroppo incompleto, che ci spinge a premere ancora di più sull’acceleratore della buona politica- dichiarano gli esponenti locali di Sinistra e Libertà- il primo degli scheletri abbandonati a sé, sistematicamente distrutto da vandali è la costruzione chiamata dell’ex macello, che a memoria avrebbe dovuto diventare una sede sanitaria o di servizio del 118.

Muri devastati, il piano sotterraneo diventato discarica e l’intero edificio, al quale ci si accede senza alcuna limitazione, sottoposto all’abbandono e al degrado senza controllo. Abbiamo poi attraversato il paese per ammirare quell’esempio di fantasma architetturale che doveva essere il palazzetto dello sport abbandonato tra le erbacce, iniziato e mai finito. A poche centinaia di metri troviamo la scuola materna Tevere chiusa da tempo immemore che mostra in bella vista dei wc abbandonati fuori dall’ingresso della struttura.  Raggiungiamo la mastodontica “sette aule”, altro edificio letteralmente morto- aggiungono- ripercorriamo a ritroso via Roma e incappiamo in un altro edificio completamente abbandonato, la ex sede Anfass che fa angolo con via Colonna. Chiusa, sbarrata. E pensare che il mondo dell’associazionismo lizzanese avrebbe tanto bisogno di luoghi da riutilizzare, curare, proteggere ed invece spesso ci si ritrova, con il cappello in mano, a chiedere con umiltà degli spazi per poter operare, esporre, lavorare, studiare, suonare musica, avviare iniziative culturali per il paese. No, questo non fa parte della “normalità amministrativa lizzanese”.

La “normalità amministrativa lizzanese” non prevede possibilità e modalità di recupero degli spazi pubblici, non si sogna minimamente di riqualificare un luogo attraverso una funzione che potrebbe essere svolta dal volontariato e non viene assolutamente presa in considerazione come opzione. Questa “normalità amministrativa lizzanese” che ha buttato per anni e continua a buttare i nostri soldi dalla finestra, che trascura opere pronte già realizzate e sistematicamente distrutte dal vandalismo, francamente ci ha stancati. Siamo stanchi di silenzi improduttivi. Abbiamo chiesto tante volte risposte a questa amministrazione, ma non ne abbiamo mai ricevute”.

Il circolo Sel di Lizzano rammenta che il decreto sblocca-Italia prevedeva almeno un censimento delle opere incompiute in tutti i comuni per poter riavviare le infrastrutture e l’economia. Vogliamo  sapere  dalla  amministrazione – concludono-  se dopo sette anni e mezzo di gestione della casa municipale, ci sono progetti di riqualificazione dei siti abbandonati o progetti di riconsegna degli spazi pubblici pagati con soldi pubblici ai cittadini lizzanesi”.

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