Provincia

Cani accalappiati, la protesta a Carosino

Presentata una petizione al Comune, con oltre cento firme di cittadini: si chiede che i cani siano reimmessi sul territorio perchè innocui


CAROSINO -Cani accalappiati: protesta di un gruppo di cittadini.

“Il 14 aprile 2015 sull’albo pretorio online è stato  pubblicata una ordinanza del sindaco Arcangelo Sapio numero 04/2015 riguardante l’accalappiamento di alcuni cani definiti morsicatori stanziati in una zona periferica del paese. Il 17 aprile due cani sono stati accalappiati e ricoverati presso il canile San Francesco di Lizzano- si legge in una lettera del gruppo di cittadini-.

sono state protocollate al Comune più petizioni con allegate oltre 100 firme di cittadini carosinesi che chiedevano la reimmissione di questi cani sul territorio perchè innocui. Allegata alle petizioni vi è anche una lettera dell’Anpa di Grottaglie, che gestisce il problema del randagismo piuttosto egregiamente a Grottaglie, e che ha deciso di sostenerci. I cani sono stati accalappiati in seguito ad alcuni esposti di persone che, mosse dalla paura, hanno pensato che l’abbaiare degli animali fosse segno di aggressività. Solo in un caso vi è stato un danno materiale ad un’auto, che resta ancora da accertare.

Ancora una volta l’amministrazione di Carosino dimostra di voler gestire il problema del randagismo in modo sommario e sbrigativo – prosegue la lettera –   la legge obbliga il Comune  a coprire di assicurazione i cani di quartiere e a cominciare a pensare ad un progetto per un rifugio sanitario. Il sindaco parla di progetti ma sono solo promesse disattese! E allora non appena arrivano lamentele di persone impaurite dai cani randagi l’amministrazione chiama la Asl e si solleva da qualunque responsabilità“.

I firmatari della petizione, in un incontro con sindaco e vice sindaco, hanno avanzato varie proposte per cominciare a gestire il problema ad esempio  favorendo le adozioni dei randagi, garantendo assistenza sanitaria ai cittadini che aderiscono all’iniziativa, registrando i cani presenti sul territorio in un’anagrafe canina, trovando dei punti di stallo per alcuni cani dal momento che ci sono tanti terreni incolti e abbandonati, rieducando alcuni animali con l’aiuto di operatori cinofili. “Dopo oltre un mese dalla pubblicazione dell’ordinanza il sindaco non ha dato nessun segnale in tal senso – sottolinea il gruppo di cittadini – ultimo aspetto della questione quello economico: i cani di quartiere, sterilizzati, muniti di microchip, curati da alcuni cittadini ma coperti da un’assicurazione comunale costerebbero decisamente meno di quanto costano i cani ricoverati nei canili(1-2 euro al giorno a seconda che si tratti di canili privati oppure no). L’amministrazione spende il denaro pubblico impropriamente, tutto per non assumersi delle responsabilità”.

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