01 Agosto 2021 - Ultimo aggiornamento il: 01 Agosto 2021 alle 22:53:00

Provincia di Taranto

Ecolevante: terzo lotto

La denuncia di Curto, Udc: “Bomba ecologica”


C’è il rischio che si aggiunga un terzo lotto alla discarica Ecolevante. A sottolinearlo è  Eupreprio Curto, dirigente regionale dell’Udc.

“C’è un’area – spiega l’ex parlamentare – posta esattamente al confine tra la provincia di Taranto e quella di Brindisi – più precisamente:  baricentrica  rispetto a Francavilla Fontana, San Marzano di San Giuseppe, Carosino e Grottaglie,  che in termini di costi  ambientali ha già dato tutto ciò che doveva, anzi, sicuramente molto di più. E’ l’area  dove insistono due discariche: la prima, già esaurita,  con una capienza di  almeno 2 milioni e mezzo di mc di  rifiuti; l’altra con una  una capacità di due milioni di mc., già colma per il 75 per cento.  E che pertanto tra poco più di un anno porrà il problema del “dove” potranno continuare ad essere conferiti  i rifiuti medesimi”.

E qui entra in ballo il terzo lotto della discarica. Rivela Curto: “Sulla scorta di notizie molto attendibili, vi sarebbe chi –  Linea Ambiente srl (del gruppo Lg), subentrata ad Ecolevante, che però pare non sia del tutto estranea all’affaire – ha già programmato un terzo lotto da affiancare a quella in esaurimento. In sintesi una autentica bomba ecologica, il cui prezzo non verrebbe pagato dal comune di Grottaglie che, al contrario,  è quello che pare sia l’unico destinatario delle royalties. Ma da quello di San Marzano di San Giuseppe, innanzitutto; ma anche da quelli di Francavilla Fontana e Carosino. Orbene, se si considera che al momento non pare sia stata redatto uno straccio di relazione che possa tranquillizzare circa l’impatto ambientale che si è venuto a determinare nel corso degli anni su quell’area a causa degli insediamenti descritti, appare evidente che la realizzazione del  terzo lotto della discarica ex Ecolevante va contrastata con tutti gli strumenti possibili”.

Il dirigente dell’Udc annuncia sue iniziative in proposito: “Sarà mia cura, già nelle prossime ore, contattare – oltre all’assessorato regionale all’ambiente e la stessa Provincia di Taranto- i vertici di Arpa e Asl Taranto, e, ove necessario il competente  Nucleo Ecologico dei Carabinieri,  in maniera tale che queste importanti strutture regionali e istituzionali,   che hanno come   finalità, non solo ma  anche, la tutela ambientale,    assumano tutte le iniziative più doverose ed opportune perché sia stoppata qualsiasi iniziativa al riguardo”. Una vicenda desta allarme anche per gli effetti sanitari.

“Peraltro – spiega infatti Curto – l’analisi comparata delle patologie tumorali emerse e registrate nei comuni attigui a quell’area, dimostra, ove ve ne fosse ulteriormente bisogno, il picco anomalo registrato negli ultimi anni proprio in quel segmento territoriale”.

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