Provincia

Raccolta differenziata a Leporano, costi dimezzati

Percentuale al 21%. D’Abramo: «Ma con l’Aro sarebbe tutto vanificato»


LEPORANO – La raccolta differenziata dei rifiuti viaggia a ritmi più che soddisfacenti. C’è il timore, tuttavia, che i benefici a vantaggio dei cittadini possano essere risucchiati dalla gestione unica dell’Aro (l’Ambito di raccolta ottimale).

A fare il punto della situazione è stato il sindaco Angelo D’Abramo, con il vicesindaco Iolanda Lotta, gli assessori Francesco Presicci, Annamaria Amorosi, Vincenzo Zagaria e l’ingegner Valentina Branconi, tecnico di supporto al responsabile di procedimento. I numeri parlano chiaro: da quando la differenziata è partita a tutti gli effetti siamo già al 21% di raccolta.

«Un’ottima percentuale, nonostante le difficoltà dalle quali siamo partiti», ha commentato il sindaco. Le difficoltà e le polemiche, appunto. «A giugno, quando ci siamo insediati, abbiamo ereditato una situazione disastrosa: la ditta che si occupava della raccolta rifiuti era commissariata, non pagava gli stipendi, il parco mezzi era obsoleto e i cassonetti fatiscenti. Per un mese, in piena estate, abbiamo dovuto affrontare una grave emergenza. Poi da ottobre, con l’assegnazione del servizio alla nuova società (la So.ge. sa, ndr) siamo entrati gradualmente nella regolarità: sono stati posizionati i nuovi cassonetti e abbiamo ripulito il paese dai cumuli di rifiuti sparsi per tutto il territorio comunale. Una vera e propria bonifica. Il nostro lavoro sta dando ottimi risultati».

Grazie alla raccolta differenziata, avviata pienamente a dicembre, il conferimento in discarica si è pressocché dimezzato: dai 443 mila chili del gennaio 2015 si è passati ai 282 mila chili del gennaio 2016. Dimezzati anche i costi: da 60 a 30 mila euro, circa. Vantaggi economici ai quali vanno aggiunti gli introiti per il conferimento del materiale differenziato.

«Sono risultati – ha spiegato D’Abramo – che avranno ricadute positive per i cittadini sulle bollette della Tari». Naturalmente l’obiettivo è quello di spingere fette sempre più ampie di popolazione a utilizzare la differenziata di prossimità e a migliorare, in genere, il senso civico. A questo proposito, si sta rivelando efficace anche il sistema di videosorveglianza, grazie al quale è stato possibile elevare un centinaio di contravvenzioni in un mese. Il sindaco e gli assessori hanno però voluto chiarire un aspetto: «In genere le trasgressioni dei residenti sono riconducibili al conferimento nei cassonetti fuori dagli orari consentiti, mentre riscontriamo la provenienza da Taranto e da Talsano di chi getta indiscriminatamente rifiuti ingombranti e inerti».

Resta problematico il nodo Aro, che si sta trascinando anche con appendici davanti alla giustizia amministrativa. D’Abramo e la sua giunta sono certi che l’eventuale gestione unica rischia di peggiorare il servizio e aggravare i costi per i cittadini: «La gara bandita dall’Aro prevede la raccolta porta a porta e non quella di prossimità come la nostra. Questo significa incremento di mezzi e personale con conseguente aggravio dei costi. La base d’asta parte da un importo di 11milioni e 800mila euro pur non prevedendo servizi come il lavaggio dei contenitori, delle aree dei mercati, delle strade, ecc. Tutti servizi ai quali noi dovremmo provvedere con costi aggiuntivi. Oggi la differenziata con la So.ge.sa. ci costa poco più di 107 mila euro al mese, tutto compreso; con l’Aro supereremmo i 125 mila euro, ai quali, come detto, dovremmo poi aggiungere il costo dei servizi non compresi. Le conseguenze rischiano di pagarle i cittadini con la Tari. Ci chiediamo a chi faccia comodo una situazione di questo tipo». 

Enzo Ferrari 
Direttore responsabile

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