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OverDoors: un atto d’amore

All’auditorium TaTà Luca Aquino fa rivivere il mito del leggendario gruppo


Il jazz suona pesante. All’auditorium Tatà è andato in scena, l’altra sera, uno degli spettacoli più innovativi del panorama musicale italiano.

Un concerto, incluso nel cartellone organizzato da Amici della Musica – Arcangelo Speranza, in cui è venuta fuori tutta l’anima rock del jazzista Luca Aquino. Il trombettista beneventano ha presentato a Taranto la sua settima fatica da studio “OverDoorS” (Tùk Music & Bonsai Music) in cui vengono rivisitati i leggendari Doors.  “Waiting For The Sun”, “Riders On The Storm”, “Light My Fire”, “Indian Summer”, “Queen Of The Highway” e altri classici della band statunitene sono stati riproposti in una veste jazz-rock-prog che poco ci manca a definire sperimentale.  Sul palco, tra distorsori ed effetti speciali, sono saliti anche Antonio Jasevoli (chitarra), Dario Miranda (basso), Lele Tomasi (batteria).

Al sax, special guest, Federico Califano, raffinato sassofonista premiato all’ultimo Festival Riverberi.

Alle spalle della formazione le proiezioni video dei Neocortex, collettivo romano specializzato nella “mapping projection”: hanno convertito le onde sonore in forme geometriche (e non) e la musica in paesaggi.

Aquino, potremmo definire “OverDoors” un atto d’amore oltreché un tribute album?
Un atto d’amore lo è sicuramente. Il tributo, invece, può essere inteso come messaggio che i Doors hanno lasciato alla mia generazione

Come nasce la passione per i Doors?
Dopo aver visto il film di Oliver Stone a loro dedicato. Mi ha cambiato la vita.

Possiamo definire “OverDoors” un album strano dal punto di vista degli arrangiamenti?
Strano! Certo. People are strange (canticchia un classico dei Doors, ndr)… certamente diverso da quelli che ho fatto sinora. Se penso che il mio precedente album “AQustico”, addiruttura, è pieno di effetti e distorsioni… allora, si, “OverDoors” suona strano

Si sono fatti avanti i puristi?
Non mi è giunto ancora alcun commento. Oggi, poi, cosa significa essere purista? La musica jazz cambia, si evolve. Dobbiamo accettare l’evoluzione ed essere pronti a metterci in discussione. Tutto è in trasformazione. Perchè non dovrebbe esserlo la musica?

Quando le è venuto in mente di omaggiare i Doors?
A Parigi durante la promozione di “AQustico”. Davanti alla lapide di Jim Morrison ho pensato alla realizzazione di questo progetto. Non ti nascondo che ho provato commozione

Sono rimasti fuori alcuni brani?
Si. Infatti sto pensando a un volume 2…

La sua canzone preferita?
Yes the River Knows

Sul palco le immagini dei Neocortex.
Sono state ideate da loro stessi.

Nel gruppo di lavoro c’è anche un tarantino.
Il contributo dei Neocortex è giustificato dalla componente decisamente visionaria contenuta in questi brani
 

In che misura si bilanciano i generi in questo lavoro?
30% prog, 30% psichedelica,30% jazz e 10% freejazz

Quale messaggio vorrebbe lanciare?
Vorrei che i ragazzini si avvicinassero maggiormente alla musica dei Doors. Penso che sia piuttosto trascurata.

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