18 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 18 Aprile 2021 alle 17:24:06

Provincia

L’Arpa martedì a Massafra


MASSAFRA – I tecnici dell’Arpa martedì 5 giugno visiteranno il termovalorizzatore dell’Appia Energy. Insieme agli esperti dell’Asl e della Provincia visiteranno l’impianto di contrada Console prima del rilascio di un parere definitivo al progetto di raddoppio della centrale presentato dalla società. Progetto che ha già incassato sei “Sì” e che stamattina è tornato all’attenzione della conferenza di servizi convocata in Provincia. L’incontro odierno era finalizzato alla illustrazione da parte dei delegati dell’Appia Energy delle linee guida dello studio di impatto sanitario condotto dal prof. Mario Negri dell’Università di Milano. Uno studio finalizzato al calcolo dei decessi legati all’eventuale impatto che l’impianto da 12,25mw potrebbe aver nel raggio di 2,5 chilometri.

Ad ascoltare i responsabili dell’Appia Energy stamattina c’erano l’Arpa, l’Asl, la Provincia ed una delegazione del comitato “no al raddoppio”. Un incontro interlocutorio sul quale Arpa ed Asl si sono riservati di rispondere ad esito definitivo dello studio condotto dal prof. Negri. Intanto visitano l’impianto dove viene prodotta energia elettrica da Cdr, ovvero da combustibile di rifiuto che la società Appia Energy vorrebbe portare ad una potenza di 25mw. Un impianto composto da un sistema di combustione a letto fluido bollente e generatore di vapore che trasforma, appunto, il Cdr in energia elettrica. Per la seconda linea della centrale termoelettrica l’Appia Energy ha già ottenuto i pareri favorevoli del Comune, della Sovrintendenza ai Beni Ambientali, della Forestale, dei Vigili del Fuoco e dello Spesal. Si attendono quelli dell’Autorità di Bacino e della Regione, ma entro fine mese la partita potrebbe essere chiusa. Stamattina Arpa ed Asl hanno preso tempo, ma entro un paio di settimane anche il loro parere dovrebbe finire sul tavolo della conferenza di servizi. Intanto a Massafra il dibattito resta acceso. Un gruppo di cittadini è già sceso in piazza per chiedere il referendum. Oggi è Legambiente a chiedere “il rigetto, in tutte le sedi di esame previste della normativa di riferimento, del progetto di realizzazione di una seconda linea di trattamento per la centrale termoelettrica alimentata a Cdr e biomasse in esercizio a Massafra”. Leo Corvace e Lunetta Franco, componenti del direttivo regionale, giustificano questa istanza per via dell’ubicazione del sito “che rientra nell’area dichiarata ad elevato rischio ambientale”; perchè secondo loro “il progetto non serve al fabbisogno del territorio”; perchè “ricade in area appartenente alla Rete Naturale 2000, sic/zps “Area della gravine”; perchè considerano “insufficiente il piano di monitoraggio e controllo proposto”. Ma l’argomento è destinato a finire in Regione per via dell’ordine del giorno presentato dai consiglieri tarantini per “una moratoria al rilascio di nuove autorizzazioni o ampliamenti di impianto per il trattamento termico del Cdr”. L’obiettivo è quello di poter osservare il territorio nella sua complessità, allo scopo di poter affrontare le singoli situazioni in un quadro di contesto e di area nell’ambito della programmazione regionale. In altre parole si mettano sul tavolo tutte le proposte in atto e nell’ambito di una nuova riorganizzazione del ciclo dei rifiuti si valutino nel loro complesso. Oltre al termovalorizzatore ci sono l’impianto di incenerimento della Ecodi Srl di Taranto; l’impianto per il trattamento dei rifiuti dell’Amiu; l’ampliamento richiesto dalla Cementir, nonché Ilva e Tempa Rossa. Nei giorni scorsi il vicesindaco di Massafra ha espresso, intanto, il suo personale parere favorevole al raddoppio del termovalorizzatore di contrada Console alimentando le polemiche in città. A replicare alle sue dichiarazioni è il segretario di Sel, Maurizio Baccaro che dice: “Non possiamo che prendere finalmente atto della legittima volontà espressa e dichiarare ancor più nettamente il nostro dissenso. Non capiamo perché si continua ad accusare di scarsa informazione chi si oppone quando nessun componente dell’amministrazione ha sentito il dovere di informare i cittadini sul fatto che era sul tavolo la proposta di raddoppio. Chi ha impedito a giunta, sindaco e partiti di avviare la discussione?”.

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