29 Luglio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 29 Luglio 2021 alle 11:00:10

Provincia di Taranto

“Ecco perchè no al Giannuzzi”


MANDURIA – Le acque restano agitate nel bacino d’utenza dell’ospedale Giannuzzi. Nel Pd è ormai spaccatura e le polemiche dopo la scelta di chiudere il reparto di Maternità si allargano. Da Lizzano l’assessore provinciale Umberto Lanzo di Io Sud, non lascia spazio alle interpretazioni: “L’ospedale di Manduria sarà sotto i cento posti letto e quindi secondo la logica dei numeri dovrà essere chiuso. Questa volta non passerte. Migliaia di persone si ribelleranno a difesa della nostra dignità, ed io sarò uno di questi”.

Intanto a spiegare le scelte operate con la fase 2 del piano di rientro è l’assessore regionale alle Sanità, Ettore Attolini in persona: “I criteri per la rimodulazione dei punti nascita sono inderogabilmente definiti dalle Linee Guida Ministeriali e nello specifico riguardano: il numero dei parti annuali, che non deve essere inferiore a 500 ; la numerosità del bacino di utenza (220.000 abitanti), e la territorialità. La Regione ha istituito una Commissione regionale che studiasse la situazione pugliese ed elaborasse un piano di riorganizzazione della rete, secondo i criteri stabiliti, finalizzato a garantire la sicurezza del percorso nascita, a tutela della salute delle donne e dei bambini. Pertanto, attenendosi ai criteri ministeriali, la Commissione ha stabilito di dover disattivare 10 punti nascita pubblici. Nello specifico, vengono disattivate le strutture nelle quali si è registrato un numero di nascite inferiori a 500: è il caso di Manduria con 222 parti nel 2011. Siamo ben consapevoli che sui dati di attività prodotta sicuramente avrà influito la carenza di personale, che però riguarda tutte le strutture ospedaliere e non solo i punti nascita, ed è questa la vera criticità del sistema sanitario regionale, conseguenza diretta del blocco del turn over imposto dal Piano di rientro”.

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