Provincia

Porto turistico, manca il confronto

Libera, Se non ora quando e Spi -Cgil scrivono alla Regione

Pulsano
Pulsano

PULSANO – “L’intenzione di realizzare un porto turistico a Pulsano si ripropone nel più assoluto silenzio da parte dell’amministrazione comunale e dei partiti politici che, a nostro modesto avviso, hanno il dovere, al di la di quelle che possono essere e sono le posizioni, informare, coinvolgere e attivare meccanismi di partecipazione dei cittadini, così come stancamente leggiamo nei consumati programmi elettorali”.

Così il Presidio “Libera”, il Movimento “Se Non Ora Quando” e lo Spi – Cgil. “Nel BUR del 31 dicembre 2015 è stata pubblicata l’istanza, presentata da una società privata, per la richiesta di concessione demaniale per la realizzazione di un porto turistico, praticamente nella stessa zona, nella quale si voleva realizzare un approdo turistico nel 2012- si legge in una nota- vecchio progetto che si è annullato nei fatti registrando pareri di non ammissibilità da parte dei Servizi Urbanistica e Assetto del Territorio della Regione Puglia, valutazioni contrarie da parte della Sovrintendenza per i Beni Archeologici della Puglia e di altri enti e pareri negativi manifestati da associazioni e cittadini. Pareri e valutazioni di natura tecnica, ambientale, sociali ed economiche che restano validi anche per questa attuale proposta, per la quale il Presidio di Libera di Pulsano, il Movimento PoliticoCulturale Se Non Ora Quando e lo SPI CGIL di Pulsano, hanno inteso inviare al Servizio Demanio e Patrimonio – Ufficio Demanio Marittimo della Regione Puglia, tre differenti note contenente osservazioni relativamente alla richiesta di concessione demaniale per appunto, la realizzazione di un porto turistico.

In sintesi viene evidenziato che manca un opportuno studio che giustifichi un impatto ambientale di tali dimensioni con quelli che potrebbero essere i benefici socio economici per il territorio- prosegue la nota – flotta prevista nel nuovo progetto maggiore di quella precedente e comunque sovradimensionata rispetto a quelle che potrebbero essere le necessità; opera non prevista dal Piano Urbanistico Generale e comunque un Piano ancora in attesa della sentenza del Consiglio di Stato; mancanza del Piano Comunale delle Coste e mancanza di quanto il Comune doveva predisporre, in assenza di detto Piano, per verificare tutti i principi espressi nelle norme tecniche previste dal Piano Regionale delle Coste, così come lo stesso Ufficio Demanio Marittimo ha chiarito per casi simili che si sono presentati in altre realtà della nostra Regione. Altre aspetti evidenziati nelle note inviate a Bari riguardano l’elevato impatto urbanistico, l’utilizzo di terreni alcuni vincolati, altri comunali per i quali non risultano autorizzazioni all’uso, sui quali dovrebbero essere realizzati manufatti non previsti dal Pug.

Importanti sono da evidenziare le osservazioni avanzata dal Wwf per il precedente progetto, relativamente all’ambiente dell’area marina interessata (area nuovo progetto adiacente al vecchio) che registra la presenza di specie marine protette e altri aspetti per i quali l’attenzione deve essere puntuale – conclude la nota- da considerare altresì la possibilità che una tale struttura, così come si legge dalla poca documentazione accessibile, creerebbe effetti urbanistici tali che su un territorio carente di servizi come è quello di Pulsano, potrebbe peggiorare maggiormente la già poca attività turistica esistente sulla costa con la certezza di emigrazione di ospiti in zone meno belle ma più attrezzate”. A conclusione, così come detto in premessa, il tutto manca di un confronto utile e necessario con l’intera comunità”.

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