Provincia

Lite sindaco-parroco per la Statua della Madonna. Il vescovo: fate pace

Una vicenda che sembra uscita dalla penna di Giovannino Guareschi, padre di don Camillo e Peppone


ROCCAFORZATA – Una storia così magari poteva scriverla Giovannino Guareschi, padre di don Camillo e Peppone: una statua della Madonna che fa litigare sindaco e parroco, con intervento finale del vescovo a ‘mettere pace’.

Succede a Roccaforzata; la statua – anzi, il simulacro – è la celebre Madonna della Camera, venerata in tutta la provincia. Stamattina è arrivata in Curia una lettera “con le doglianze e l’appello all’arcivescovo di Taranto monsignor Filippo Santoro, da parte del sindaco di Roccaforzata, l’avvocato Maria Giovanna Iacca, con alcuni consiglieri e membri della giunta, verso il parroco don Ettore Tagliente, per la collocazione del simulacro in occasione dei festeggiamenti patronali 2016” scrive in una nota il portavoce del vescovo, don Ferro.

“E’ fuor di dubbio per l’arcivescovo, conosciute la devozione mariana e lo stile pastorale di don Tagliente, che l’immagine della Madonna sia collocata in maniera dignitosa e solenne, in forma ben visibile, nel rispetto delle norme liturgiche, perché sia centrale la celebrazione del sacrifi cio eucaristico e che sia in sintonia con la sensibilità religiosa del popolo rocchese. Va da sé quindi che sia inopportuno per quest’anno un ulteriore spostamento della statua alla vigilia dei solenni festeggiamenti”. Da Santoro arriva poi l’invito ai litiganti “alla comunione gioiosa e grata” e l’appello “al parroco e al sindaco di poter sensibilizzare i fedeli alla preghiera per i fratelli e le sorelle cristiani che nel mondo non hanno libertà di culto e soffrono persecuzioni e morte” ricorda la strage che ha insanguinato la Pasqua in Pakistan. Un dramma terribilmente serio. Non lo stesso si può dire, forse, della lite tra sacro e profano all’ombra del campanile di Rocca. 

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