Provincia

Un progetto per salvare il parco

Presentato “Uppark” strategie di rete per la Terra delle Gravine


TARANTO – E’ stato  presentato stamattina nella ex sala giunta dell’amministrazione provinciale  il Progetto “Uppark! Strategie di rete per il Parco Terra delle Gravine”, finanziato da Fondazione con il Sud nell’ambito del Bando Ambiente 2015, e il seminario organizzato da Learning Cities.
Sono intervenuti i rappresentanti del Wwf “Trulli e Gravine”, associazione capofila di “Uppark”, della Provincia di Taranto, organismo di gestione del Parco Naturale Regionale Terra delle Gravine, e del partenariato del progetto; Casa Circondariale di Taranto, IAMC-CNR, Ufficio Scolastico Provinciale, Gruppo Speleologico Martinese, Learning Cities, Club Unesco, CNSAS Servizio Regionale pugliese, Nucleo Volontario Protezione Civile di Palagiano, La Mediana, e Federazione Speleologica Pugliese.
Il Progetto “Uppark! Strategie di rete per il Parco Terra delle Gravine”, finanziato da Fondazione con il Sud nell’ambito del Bando Ambiente 2015, prevede l’esecuzione di una serie di attività finalizzate alla valorizzazione del Parco Naturale Regionale “Terra delle Gravine”, tra queste numerosi interventi per la prevenzione e la riduzione dei rischi ambientali all’interno dell’area del Parco.
Il Parco regionale “Terre delle Gravine” si estende per 25.000 ettari interessando tredici comuni pugliesi, dodici della provincia di Taranto e Villa Castelli, andando da Ginosa fino a San Marzano di San Giuseppe.
In particolare il progetto, elaborato con il fine ultimo di dare una nuova vita alla zona, tra l’altro prevede il restauro conservativo di alcuni immobili dell’Oasi WWF Monte Sant’Elia, tra questi la Sala Comune e la vecchia stalla della antica masseria.
L’Oasi Wwf Monte Sant’Elia, una delle sette Oasi WWF in Puglia, rientra nel Parco “Terra delle Gravine” e nel SIC-ZPS Area delle Gravine caratterizzati dalla presenza di gravine, solchi carsici dall’inestimabile valore paesaggistico, ambientale, naturalistico, storico, archeologico e culturale.
L’oasi si estende per circa cento ettari che si interessano in agro di Massafra comprendendo un bosco di leccio, macchia mediterranea, pascoli, seminativi e una masseria storica.

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