15 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 15 Aprile 2021 alle 16:13:34

Provincia

Ospedali, Manduria e Grottaglie ancora col fiato sospeso


TARANTO – Grottaglie e Manduria restano col fiato sospeso. Seppure il Ministro della Salute Renato Balduzzi abbia per ora stoppato il decreto taglia ospedali, il rischio di chiusura per il “San Marco” di Grottaglie e il “Marianna Giannuzzi” di Manduria non è del tutto cancellato. Nel decreto è prevista la chiusura totale di quegli ospedali con meno di 120 posti letto e per l’area ionica quelli sono i due nosocomi che risponderebbero a questo requisito. La fase II del piano di rientro regionale ha, infatti, assegnato al San Marco 112 posti letto. Due in più rispetto alla manovra del 2010. Ma nonostante questo, se il decreto dovesse essere ripreso in considerazione, l’ospedale di Grottaglie non ce la farebbe a restare tra quelli attivi.

Manduria, invece, ha avuto un percorso inverso. L’ultima fase del piano regionale ha portato i posti letto da 121 del 2010 a 116. Quindi anche questo ospedale è tra quelli che il Governo nazionale vorrebbe cancellare. Per ora si gioca a bocce ferme, nel senso che il Consiglio dei Ministri passa la palla alla Regione. Fermo restando che resta la necessità di tagliare i costi della spesa sanitaria nazionale, toccherà ora alle Regioni decidere e se, non ci saranno ulteriori tagli, il compito di razionalizzare tornerà nelle mani del Governo. Insomma il rischio di chiusura dei due ospedali tarantini non è ancora scongiurato. E nel mentre si continua ancora a lottare per evitare la chiusura del punto nascita del Giannuzzi, ora arriva questa nuova mannaia. Nei due territori si riaccendono i riflettori. C’è stato di allerta. A Grottaglie che, recentemente a Bari era riuscita a salvare il punto nascita, il comitato per la difesa del San Marco già annuncia una nuova azione. “Se verrà confermata l’ipotesi di chiusura – dichiara la presidente Filomena Erario – torneremo a protestare”. “Purtroppo – aggiunge – devo constatare che nemmeno la fase II del piano di rientro è bastata a tutelare il nostro ospedale, perchè se avessimo avuto dei validi rappresentanti politici, forse saremmo riusciti ad avere qualche posto letto in più ed oggi non ci troveremmo con questa spada di Damocle sulla testa”. Nella città messapica, invece, già si attrezzano. Martedì partirà dal piazzale della chiesa di Sant’Antonio un pullman diretto a Bari dove il comitato spontaneo “Pro Giannuzzi” sarà ricevuto dalla III Commissione Sanità della Regione. Un’adizione sul piano di rientro che, per Manduria, prevede la chiusura del punto nascite e dei reparti di ostetricia, pediatria e Utic. Anche qui l’attenzione verso le decisioni, prima nazionali, poi regionali resta alta. Il comitato già in lotta per difendere i reparti ora si prepara ad una nuova battaglia per difendere l’intero nosocomio. Si comincia già a riflettere sulle mosse che il governo Vendola potrebbe avere. Ed è chiaro che trattandosi di due ospedali che ricadono entrambi sul territorio del versante orientale della provincia ionica appare difficile pensare che la Regione decida di annullare completamente l’assistenza sanitaria in quel versante. Più facile, invece, immaginare un accorpamento dei due nosocomi. Ed allora alla fase II seguirà, probabilmente, una fase III del piano di riordino. Ed anche su questa si prevedono azioni di protesta, perchè la prima domanda che sorge spontanea è: quale dei due ospedali chiuderà?

Maria De Bartolomeo

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