Provincia

San Giorgio, in Consiglio è già bagarre

L’opposizione abbandona l’aula consiliare e scoppia la polemica


S. GIORGIO – «Una minoranza confusa, divisa e a corto di idee ha platealmente e senza alcun valido motivo abbandonato il Consiglio comunale sottraendosi alla votazione di un provvedimento fondamentale per l’attività amministrativa dell’ente».

E’ già bagarre in Consiglio comunale. In una nota, i consiglieri di maggioranza che sostiene il sindaco Mino Fabbiano stigmatizza l’atteggiamento assunto dall’opposizione. «Dopo più di due ore dall’inizio dei lavori del Consiglio comunale il Presidente dell’assise, il consigliere anziano Salvatore De Felice, non aveva ancora permesso ai consiglieri di poter entrare nel merito dei punti iscritti all’ordine del giorno che oltre alla votazione del documento di bilancio di cui si diceva prima prevedeva anche la nomina del Presidente del Consiglio e del Vice Presidente del Consiglio. Mostrando un assoluto disprezzo del ruolo istituzionale rivestito che gli impone di non entrare nel merito della discussione politica ma solo di regolarne e garantirne il normale e democratico svolgimento il capogruppo del Pd ha di fatto condizionato, con pretestuose quanto infondate questioni di legittimità, tutto il dibattito fino a prospettare ai consiglieri di maggioranza un vero e proprio ricatto e solo accettando il quale egli avrebbe continuato a partecipare ai lavori consiliari ragione per cui, non avendo avuto positivo riscontro, aveva successivamente abbandonato l’aula».

I consiglieri di maggioranza parlano di «inqualificabile e irresponsabile comportamento del capogruppo del Pd ma anche di tutto il resto della minoranza». Sull’argomento si registra la presa di posizione del M5S.

«La forza politica di maggioranza ha dimostrato, ancora una volta- dichiara la portavoce del MoVimento 5 Stelle Monica Altamura – la mancanza di volontà a collaborare non ascoltando la voce dell’ opposizione. Ha decantato “trasparenza amministrativa” pur dimostrando di non conoscere il decreto n. 33/2013. Chiede collaborazione ma allo stesso tempo fa di tutto per non accettare “imposizioni dalle minoranze”, dimenticando che proprio l’opposizione rappresenta l’espressione politica di circa 5000 cittadini sangiorgesi. Concetto questo probabilmente troppo elevato da poter essere interpretato da chi è affetto da deliri di onnipotenza. A causa della situazione insostenibile in cui si è stati costretti a lavorare, con gente quasi a contatto con i consiglieri, si è verificato un episodio increscioso. Un cittadino, probabilmente innervosito dalla mia richiesta di sospensione dell’assemblea per la precaria situazione di sicurezza, ha tentato di aggredirmi, fortunatamente le forze dell’ordine sono intervenute tempestivamente allontanando il facinoroso dalla sala. – Conclude la Portavoce pentastellata – Se son rose fioriranno, ma con questi presupposti ai cittadini di San Giorgio resteranno solo le spine».

Per il consigliere Angelo Tomaselli (Uniti per Cambiare): Ciò che è accaduto nell’ultimo consiglio comunale, è a dir poco scandaloso e ha dell’incredibile. Il consiglio comunale che si voleva celebrare era illegittimo, il sindaco Fabbiano assieme alla sua maggioranza hanno così dato modo di un primo cattivo esempio nella gestione del potere politico amministrativo, ma vi è addirittura un altro episodio grave che è accaduto nella massima assise, in quanto nonostante la grande partecipazione dei cittadini, già riscontrato nel primo consiglio tenutosi invece presso il teatro all’aperto sangiorgese, il sindaco ha impropriamente e consapevolmente convocato quest’ultima seduta addirittura nelle quattro piccole mura della casa comunale. La regola che induce all’utilizzo della casa comunale è stata pertanto largamente superata con l’eccezione già riscontrata per grande partecipazione dei cittadini alle adunanze. Il sindaco quindi e la sua maggioranza non potevano non sapere, ma hanno voluto comunque non considerare il rispetto dovuto nella partecipazione della cittadinanza e l’art. 32».

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