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La contrada Motolese rischia di perdere l’ufficio postale

Un ufficio postale
Un ufficio postale

MARTINA F. – La scure dei tagli si abbatte anche sui servizi postali. Ci sono ben 1.156 sportelli italiani a rischio di chiusura e tra questi anche l’ufficio di contrada Motolese. In verità è l’unico sportello destinato a chiudere in tutta la provincia ionica. Per una volta il territorio tarantino non viene mortificato più degli altri. La notizia è ancora tutta da confermare anche perchè sia negli uffici di contrada Motolese che alla direzione centrale di Taranto ancora non è giunta nessuna comunicazione ufficiale. Eppure è già un gran parlare perchè l’ufficio postale n. 3 di Martina Franca è nell’elenco dei 1.156 che Poste Italiane avrebbe inviato ad Agcom. Si tratta di sportelli ritenuti antieconomici sulla base di un’analisi effettuata sul rapporto costi/ricavi di ciascun ufficio.

In altre parole Poste Italiane metterebbe la scure su quegli uffici che non conviene più tenere aperti. Eppure in contrada Motolese sono circa un centinaio gli utenti che quotidianamente si rivolgono a quello sportello. “Per lo più sono residenti – ci riferisce l’unico operatore impiegato in quell’ufficio – ma qui giunge anche dal centro chi, magari, preferisce non fare file o dai comuni limitrofi”. Sono esattamente vent’anni che quell’ufficio è lì. Era il 1992 quando venne inaugurato tra la soddisfazione dei residenti che non dovevano più spostari in città anche per una semplice raccomandata. Ora, invece, si sentono minacciati da questo rischio anche se qualcuno già annuncia battaglia. “Anche altre volte hanno tentato di chiuderlo” racconta un passante “ma ci siamo opposti e lo faremo nuovamente”. Intanto la città continua ad essere svuotata e tra le chiusure in atto c’è persino quella dell’ospedale. Se ne vorrebbe costruire uno nuovo sulla SS 16 bis, in prossimità dello svincolo con la SS 172, a 10 km da Monopoli ed a 3 km da Fasano. Una struttura che, a regime, assobrirà anche l’offerta sanitaria di Martina Franca che, con la fase II del piano di riordino, ha già perso l’Utic e 12 posti letto.

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