Provincia

Chiarelli: “Ancona si occupi degli evasori”


MARTINA F. – “E io pago…” direbbe l’amato Totò. Ma a Martina da settembre saranno tutti i martinesi possessori di seconda casa a pagare di più. L’amministrazione comunale non ha fatto segreto della volontà di alzare di un punto percentuale l’aliquota dell’Imu sulla seconda casa (per la tranche a saldo passa all’8,6 per mille). Aumenta anche la Tosap. Insomma in questo momento di particolare difficoltà per le famiglie un’altra mazzata. C’è già chi sta facendo i conti per riuscire a saldare l’imposta municipale e chi sta, invece, pensando di vendersi il secondo appartamento o la villa di campagna per evitare di pagare l’Imu. Insomma il bilancio di previsione al vaglio dei revisori dei conti fa già discutere e nel mondo politico cominciano a sollevarsi i primi polveroni.

Gianfranco Chiarelli del Pdl dice: “Come avevamo ampiamente previsto in campagna elettorale la sinistra conferma la sua vocazione tar-tassatrice; con l’Imu Ancona colpisce i martinesi onesti”. “Durante la recente campagna elettorale avevamo messo in guardia i martinesi dal rischio, concretizzatosi nei fatti, di un governo delle sinistre che avrebbe messo da subito le mani nelle tasche dei cittadini – aggiunge il consigliere regionale “il provvedimento colpisce almeno il 50% della popolazione martinese, ma soprattutto penalizza quanti da sempre, avendo regolarmente accatastato gli immobili di campagna, hanno puntualmente pagato le tasse. Emulando il governo Monti, Ancona se la prende con i soliti noti, ovvero gli onesti cittadini martinesi, non occupandosi ovviamente dei grandi evasori. In un momento così difficile per la economia del Paese, ma soprattutto per le famiglie alle prese con la difficoltà di far quadrare il bilancio giornaliero, aumentare l’aliquota Imu, che di per sé rappresenta già una tassa iniqua, conferma la vocazione delle sinistre a considerare il cittadino un limone da spremere, nel solco di una politica massimalista e classista che tanti guasti ha provocato nel mondo intero, come la storia ci insegna”.

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