18 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 18 Aprile 2021 alle 17:24:06

Provincia

“Ora tocca al Governo trovare le risorse”


STATTE – Pochi chilometri ed è lì. L’Ilva con i suoi camini è facilmente visibile dal centro urbano. Il più giovane comune ionico è a due passi dallo stabilimento siderurgico e vive quotidianamente a stretto contatto con la fabbrica. Molti dei lavoratori che in questi giorni sono scesi in strada sono stattesi. Le loro famiglie vivono nella preoccupazione e nella speranza di ottenere presto una risposta. Risposta che il sindaco Angelo Miccoli sollecita al Governo nazionale. “Tocca a loro trovare le risorse per garantire a questo territorio la convivenza tra lavoro e salute”. Sindaco, che idea si è fatto della sentenza che mette i sigilli agli impianti dell’area a caldo dello stabilimento Ilva? “E’ una sentenza che ci aspettavamo e che ci dice che bisogna intervenire subito.

Bisogna rispettare la decisione dei giudici e agire perchè gli alti poteri dello Stato diano una risposta che non può essere quella di far accollare al privato ogni responsabilità penale ed economica. Questo stabilimento è nato con il pubblico e quindi c’è una responsabilità pubblica e sociale che il Governo deve riconoscere”. A disposizione nei giorni scorsi sono stati messi oltre 300milioni di euro. E’ una risposta? “Solo in parte, perchè diciamoci la verità quei fondi non basteranno a liberare il territorio dall’inquinamento. Per Marghera ricordo che si parlò di 5 miliardi”. Questa sentenza cade in un momento sbagliato, ovvero proprio ora che si cominciava a parlare di bonifica? “Questa sentenza crea sicuramente un momento di rottura da cui, però, si deve ripartire per cercare di coniugare i due aspetti fondamentali di questa vicenda, ovvero la salute dei tarantini e l’occupazione dei lavoratori”. C’è chi incolpa la politica di tutto questo. E’ così? “Oggi c’è una sentenza che mette da parte i ragionamenti, si tratta di affrontare con fermezza un problema, una perizia che dice che lo stabilimento crea problemi alla salute. Ma non è solo l’Ilva che inquina. Ci sono altri stabilimenti sul territorio e il ragionamento, pure politico, va fatto a livello nazionale perchè i fatti di questi giorni ci fanno capire che l’intero sistema industriale va rivisto”. Che si può fare? “La priorità è ora quella di garantire agli operai un lavoro ed un futuro. Ed è su questo che tutti dobbiamo lavorare. Dobbiamo fare in modo che diventi un problema nazionale perchè tutti i poteri dello Stato agiscano. La data del 3 agosto per il riesame e le dichiarazioni del procuratore Vignola che confermano che la chiusura degli impianti non è immediata ci consentono di avere uno spazio di tempo utile ad agire”.

M.D.B.

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