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21 Maggio 2022 - Ultimo aggiornamento il: 21 Maggio 2022 alle 00:12:00

Provincia di Taranto

L’antica civiltà rupestre diventa multimediale

L’inaugurazione del bellissimo museo polifunzionale a Mottola


MOTTOLA – L’informatica al
servizio della cultura e della
conservazione delle tradizioni
con un occhio attento allo
sviluppo del territorio.

È questo, in sintesi, l’idea che
è alla base del Museo Polifunzionale
e Multimediale della
Civiltà rupestre e contadina,
inaugurato nei giorni scorsi
al termine di un interessante
convegno i cui lavori sono
stati coordinati dal prof. Vito
Fumarola.
Durante la serata si sono susseguiti
diversi relatori, tutti
hanno sottolineato l’importanza
di avere un contenitore
permanente nel quale raccogliere
e conservare i beni materiali
e immateriali prodotti
da una comunità.
Ma dietro questo museo voluto
e realizzato dall’Amministrazione
del sindaco dott. Luigi
Pinto, c’è molto di più, c’è
l’esigenza di proiettarsi verso
il futuro grazie anche all’uso
del sistema informatico.

“Il Murdec – ha affermato
Pinto – acronimo di museo
multimediale della Civiltà
rupestre e contadina vede la
luce dopo un iter progettuale
al quale hanno contribuito sia
il Gal Luoghi del Mito sia il
comune di Mottola che hanno
rispettivamente partecipato
al finanziamento e al cofinanziamento
dell’opera. Per noi è
stato raggiunto un obiettivo
che pone la nostra città al
centro del comprensorio rupestre
dell’arco ionico”.

L’apertura del museo è stato
salutato con interesse sia
dal dott. Barsanofio Chiedi,
presidente dell’Archeogruppo
Puglia sia dal prof. Pietro Dalena,
pro-rettore e ordinario di
Storia medievale presso l’Università
della Calabria, entrambi
si sono complimentati con
l’Amministrazione, meritevole,
a loro giudizio, di averne ben
compreso l’importanza.
In particolare, il dott. Chiedi
ha detto che esso è il simbolo
di una comunità e del
suo territorio, un territorio
che deve essere tutelato e
salvaguardato, il prof. Dalena
ha posto l’accento sul ruolo
didattico e formativo che il
museo potrebbe svolgere.
Incoraggiata dall’incremento
dei visitatori, l’Amministrazione
espresse l’intenzione
di realizzare nei locali dell’ex
biblioteca in piazza XX Settembre,
un polo museale
dedicato alla civiltà rupestre
e contadina con l’obiettivo di
creare un contenitore culturale
polifunzionale al servizio
della città e dei turisti.

Il progetto è stato sviluppato
dalla dott.ssa Carmela D’Auria,
archeologa e presidente dello
Iat, in collaborazione con
l’arch. Carmine Chiarelli.
Durante il convegno è stata
la stessa dott.ssa D’Auria a
spiegare che quello realizzato
è un museo interattivo basato
non solo sull’esposizione
passiva di reperti e elaborati
artistici, ma anche su dispositivi
tecnologici, touch screen,
proiezioni immersive.
Il museo è strutturato in tre
sale unite da un percorso video
e fotografico che giuda il
visitatore alla scoperta emozionale
della civiltà rupestre e
contadina. I contenuti video,
multimediali, fotografici e
testuali sono stati forniti gratuitamente
dall’associazione
“Terre Nostre” che metterà a
disposizione i risultati delle
attività di ricerca e studio del
progetto People for Forest.

Anche per il prof. Vito Fumarola,
profondo conoscitore
dell’archeologia antica
e medievale e membro della
Società di Storia Patria per la
Puglia, l’apertura del museo
è un evento di particolare
interesse e di grande valenza
storico-culturale perché oltre
a ripercorrere le vicende di
un tempo, testimonia il ruolo
ricoperto da Mottola nel corso
della storia, in particolare di
quella medievale.
Il museo, oltre a mettere in
rilievo la cultura del vivere in
grotta della civiltà rupestre,
è dedicato anche al mondo
contadino, portatore questo
di valori quali l’attaccamento
alla famiglia, il sentimento di
solidarietà e di amicizia e a
un profondo senso religioso.
“Il Murdec– ha concluso Fumarola
– saprà rappresentare
un’istituzione utile alla conoscenza
di un patrimonio pregevole,
nella consapevolezza
di quanto ciò sia importante
per la crescita civile, sociale e
culturale del nostro territorio”.

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