27 Novembre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 27 Novembre 2020 alle 16:46:59

Provincia

«Salvate il polo aerospaziale pugliese»

Il nodo Tecnomessapia al Mise


Il 20 luglio in concomitanza dell’ incontro al Mise, l’Usb sarà in presidio con i lavoratori di Tecnomessapia sotto il Ministero a Roma. La questione riguarda i licenziamenti messi in atto nel settore aerospaziale pugliese. I 177 lavoratori investiti dalla procedura di licenziamento avviata il 28 giugno scorso dalla Tecnomessapia, sono solo gli ultimi in ordine di tempo, delle centinaia di lavoratori espulsi. Tecnomessapia, come le altre imprese aerospaziali presenti nel territorio, è fortemente legata alle commesse che transitano per la maggiore industria aerospaziale italiana, la Leonardo (ex Finmeccanica) dove il Ministero del Tesoro è azionista con il 30% delle quote.

“La crisi della Tecnomessapia non è un fulmine a ciel sereno, il governo, le istituzioni locali, le associazioni sindacali padronali, come pure Cgil, Cisl e Uil sanno che nel corso degli anni questa azienda è scesa da 400 addetti con diverse tipologie contrattuali agli attuali 177.
Ora con questa ennesima procedura di licenziamento, siamo di fronte alla chiusura di fatto della Tecnomessapia, un fallimento economico che getta alle ortiche un patrimonio di competenze e mette sulla strada i dipendenti e le loro famiglie. – commenta Franco Rizzo, coordinatore provinciale Usb -. Riteniamo scandaloso l’atteggiamento delle altre organizzazioni sindacali e della politica locale che finché Usbnon si è interessata al caso, hanno ignorato il dramma dei lavoratori di Tecnomessapia.
Noi il 20 a mezzanotte partiremo davvero e non ritireremo i bus come ha fatto qualcun altro. Usb si oppone con forza contro i licenziamenti e si impegna a Salvaguardare occupazione, salario e competenze tecniche. Come Usb chiediamo innanzitutto di fermare la procedura di licenziamento, garantendo la continuità delle spettanze ai dipendenti della Tecnomessapia.Il confronto con le istituzioni, l’azienda e le imprese, prima fra tutte Leonardo, deve mirare a soluzioni che mettano in sicurezza la Tecnomessapia , salvaguardando l’occupazione, le professionalità e il salario.
La salvaguardia del salario e dell’occupazione deve essere garantita in maniera uguale a tutti dipendenti di Tecnomessapia, evitando strumenti e logiche parziali.
Prima di parlare di ammortizzatori sociali che per limiti economici e temporali non offrono alcun futuro per i lavoratori e le loro famiglie, vogliamo ragionare sulle soluzioni industriali. Chiediamo che il Governo, forte del suo peso di azionista, delle commesse statali spinga Leonardo, le cui Divisioni Aero strutture ed Elicotteri hanno registrato risultati positivi, ad un approccio industriale, che riequilibri i carichi di lavoro a salvaguardia dell’occupazione anche per le ditte del suo indotto come Tecnomessapia – va avanti Rizzo -.
Come USB pensiamo si possa lavorare ad un progetto che preveda la ricomposizione del settore della manutenzione aeronautica, riportandolo all’interno della compagnia di bandiera che per storia e struttura ha le competenze per gestire il sistema “Full Maintenance”, dai vettori passando per gli Hub aeroportuali.
In questa logica, i diversi siti meridionali a partire da Grottaglie potrebbero dare competenze e strutture al settore della manutenzione aerea.
La crescita del sistema aeroportuale pugliese, con l’incremento dei voli regionali e di media tratta.
Un progetto su cui chiediamo di aprire un confronto con il Governo e su cui potrebbero essere coinvolte sia Leonardo che la Cdp, ma anche Le istituzioni locali e il Distretto Aerospaziale pugliese. Queste sono alcune delle proposte avanzate già a livello nazionale per rilanciare la questione dell’industria dell’eurospazio in Italia. Riteniamo che non si possono fare liquidazioni milionarie a Moretti e company e cacciare invece a pedate i 1200 lavoratori che sono il cuore pulsante di questo settore e che posseggono competenze che non devono essere perse”.

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