Provincia

Immigrati, suona la campanella

Il progetto di lingua italiana al De Sanctis-Galilei


MANDURIA – Al via il progetto sperimentale “FA.Ci.L.E. di lingua italiana al Liceo “De Sanctis Galilei”.
Anche quest’anno, nella prima metà di settembre, il suono della campanella ha segnato l’inizio delle attività scolastiche nelle scuole di Manduria, riservando tra i banchi una importante novità all’insegna dell’integrazione e della multiculturalità. L’11 settembre, presso il Liceo “De Sanctis Galilei” è partito così il progetto sperimentale “FA.Ci.L.E. – FormAzione Civico Linguistica E servizi sperimentali”, finanziato dal Ministero dell’Interno attraverso il Fondo Asilo Migrazione ed Integrazione 2014- 2020- OS2/ON2.
Il progetto si pone come obiettivo generale l’attivazione di ben 5 percorsi formativi integrati per l’apprendimento della lingua italiana (L1/L2) ed educazione civica, finalizzati al conseguimento delle conoscenze e competenze linguistiche utili all’inserimento socio-economico sul territorio.
Il liceo manduriano avrà l’impegno di accogliere ed ospitare circa 20 studenti, tra richiedenti e titolari di protezione internazionali e appartenenti a categorie vulnerabili, selezionati all’interno dei centri CAS e SPRAR attivi nelle province di Lecce, Brindisi e Taranto. Le lezioni, per un totale di 300 ore, si svolgeranno sino a marzo 2018 e prevedono quattro fasi a cominciare dall’accoglienza e dall’orientamento. Ai partecipanti saranno, inoltre, garantiti servizi sussidiari ai corsi come concessione di indennità di frequenza, babysitting, servizi di accompagnamento personalizzato rivolto a target specifici e/o vulnerabili (analfabeti, esposti al rischio di isolamento territoriale o lontana dalle sedi dei Ctp/Cpia), e biglietti per il trasporto pubblico locale. Il dirigente scolastico del liceo manduriano, prof.ssa Maria Maddalena Di Maglie dice: “Abitiamo un mondo globale, in cui circolano liberamente i capitali, le merci e le informazioni.
I migranti sono l’elemento umano della globalizzazione, l’avanguardia del mondo futuro. Presto sarà normale nascere in un Paese, crescere in un altro, lavorare in un altro ancora. Non dobbiamo avere paura di questo”.

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