11 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 11 Aprile 2021 alle 17:10:34

Provincia

“Senza rete idrica e con il rischio di sversamenti”


MARTINA F. – “Viviamo senza la rete idrica e con il rischio di ritrovarci tra gli sversamenti dei liquami del depuratore”. Un residente di contrada Cupa/Battaglini esprime la preoccupazione generalizzata tra i suoi vicini rispetto alle sorti che potrebbero spettare alla zona in cui vivono. L’area è, infatti, quella interessata dal depuratore che l’Acquedotto pugliese vorrebbe potenziare. Ma il progetto non esiste ancora, o meglio traballa tra lo smaltimento con trincee drenanti ed il riutilizzo delle acque reflue in agricoltura. “Ma a cosa ci serve?” domanda il residente “dal momento che qui, tutt’intorno, è stato smantellato tutto?”. Ma al danno si aggiunge la beffa perchè al rischio di ritrovarsi tra i liquami, in molte zone della contrada manca ancora la rete idrica.

“Io stesso – ricorda il residente – chiesi all’Acquedotto di potenziare la condotta, ma non ho mai ricevuto risposta. Dalle pagine di facebook, lo stesso residente chiede oggi un consiglio comunale monotematico. “Il problema del depuratore dell’Acquedotto pugliese sito in via Cupa, in piena Valle d’Itria, non è stato ancora risolto, l’ente idrico ha proposto l’ampliamento per lo smaltimento delle acque reflue e trincee drenanti. E’ una bomba ecologica a cielo aperto, già di per se maleodorante, si rischia lo sversamento continuo nelle zone circostanti. In quella zona transitano e dimorano tanti turisti e forestieri, ci sono strutture ricettive e strade ciclabili. Ma ancora le soluzioni al problema non ci sono. Chiedo un consiglio comunale monotematico”. Una provocazione, ovviamente, visto che il consiglio può essere richiesto solo dai consiglieri, ma che evidenzia lo stato di disagio in cui attualmente vivono i residenti di via Cupa. Un disagio che altrove, a poche decine di chilometri, l’amministrazione comunale ha invece già provveduto a risolvere. Nella vicina Locorotondo il sindaco ha già incontrato i responsabili della società che gestisce il depuratore da cui per tutta l’estate si sono sprigionati i cattivi odori. L’esito? Entro il 2013 la società preparerà un progetto per risolvere definitivamente il problema.

M.D.B.

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