19 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 19 Aprile 2021 alle 07:17:57

Provincia

“All’ospedale S. Marco non abbiamo mai rifiutato nessuno”


GROTTAGLIE – Un’altra donna si è dovuta rivolgere all’ospedale San Marco dopo che a Manduria non ha trovato i ginecologi ad assisterla. Ieri pomeriggio una donna di colore all’ottavo mese di gestazione si era presentata al Giannuzzi di Manduria dove, da sabato scorso, sono bloccati i ricoveri ed il reparto di ginecologia-ostetricia è chiuso. Da lì, in assenza di ginecologi, è stata trasferita al San Marco, che, per il versante orientale, rappresenta ormai l’ospedale di riferimento per le nuove mamme. Sabato scorso, invece, un’altra donna che pure si era rivolta al Giannuzzi, è stata trasferita al San Marco e da lì al Perrini di Brindisi. Aveva bisogno di un parto urgente alla 34esima settimana di gestazione e quindi di un centro di terapia intensiva neonatale di cui Grottaglie non dispone. Un caso, quest’ultimo, che ha acceso i riflettori sulla gestione della sanità ionica.

Un caso su cui, oggi, però, interviene il dott. Attilio Pignatelli, ginecologo facente funzioni al San Marco di Grottaglie. Un ruolo che ha assunto dopo la scomparsa prematura del primario Achille D’Amore. “Qui non abbiamo mai rifiutato nessuno” tiene a chiarire rispetto al caso di sabato scorso. “Noi medici abbiamo un regolamento ben preciso che stabilisce che non si può partorire al di sotto delle 36settimane di gestazione in una struttura che non dispone di terapia intensiva neonatale. E’ per questa ragione che i medici del San Marco hanno cercato altrove l’ospedale più adatto e non è vero che la signora è stata prima trasferita al SS. Annunziata e poi a Brindisi. I miei colleghi hanno cercato telefonicamente il centro più vicino disponibile ad accogliere la giovane mamma. A Taranto non c’erano posti, quindi si è optato per Brindisi. Sono state seguite le procedure e la donna ed il suo bambino ora stanno bene”. Trasferita immediatamente a Brindisi ha trovato lì il centro di terapia intensiva neonatale di cui il bambino avrebbe avuto bisogno perché nato prematuro. Una struttura che esiste solo al SS. Annunziata di Taranto. “E’ così che funziona” chiosa Pignatelli “solo i presidi della città capoluogo dispongono della terapia intensiva. Credo piuttosto che si stia facendo di questa storia più un pretesto nei confronti dell’ospedale di Manduria per farlo riaprire, cosa che mi auguro, piuttosto che una politica sanitaria nei confronti dei pazienti”. Al San Marco, dal primo settembre scorso, sono giunte solo due mamme che avrebbero dovuto partorire a Manduria. “Le abbiamo accolte tranquillamente e senza problemi e siamo pronti ad accoglierne altre” insiste Pignatelli che insieme ad altri quattro medici e tre ginecologi (questi con contratto in scadenza al 30 settembre) gestiscono il reparto. “La situazione non è facile – chiarisce – specie dopo la scomparsa di D’Amore. Ma la questione riguarda tutti gli ospedali della Puglia che sta vivendo una fase di riorganizzione generale della sanità. Qui lavoriamo per tutelare la salute ed è questo il nostro principale ed unico interesse”.

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