20 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 20 Aprile 2021 alle 08:05:06

Provincia

Province, i sindaci della Valle d’Itria: Vogliamo andarcene


MARTINA F. – Pare sia slittato a metà ottobre il termine entro il quale la Regione dovrà comunicare al Governo la riorganizzazione delle province e la nascita delle città metropolitane. Intanto intorno alla questione c’è un gran parlare e soprattutto una grande confusione. Persino l’incontro di ieri a Bari con il sindaco Francesco Schittulli non sembra aver chiarito termini e tempi di procedura. Un ulteriore elemento che sembra allontanare dalle rispettive province i Comuni della Valle d’Itria che già nei giorni scorsi hanno annunciato la volontà di unirsi per costituire un unico grande territorio omogeneo che porti sviluppo alla Valle d’Itria. “Siamo stanchi di subire scelte che ci penalizzano” osserva il sindaco di Locorotondo, Tommaso Scatigna che ieri a Bari ha incontrato Schittulli. “Eravamo qui per discutere di province e ci è arrivata l’ultima, ennesima, brutta notizia. La chiusura dell’ufficio di collocamento. Ennesimo taglio a danno della comunità. E’ ora di dire basta”.

Voglia di riscatto e soprattutto di rivalsa nei confronti di un governo, regionale e provinciale, che finora ha solo tagliato e portato via strutture e fondi ai territori periferici brindisini, tarantini e baresi. Nel progetto “Valle d’Itria” rientra a pieno titolo anche Martina Franca ed è stato proprio qui che i sindaci di Locotondo, Cisternino, Alberobello e Martina Franca hanno detto a chiare lettere: vogliamo andarcene. Ma dove? C’è chi paventa il trasferimento di Martina Franca nell’area metropolitana barese. Ma il sindaco Franco Ancona è cauto. In una intervista tiene a precisare che i quattro Comuni hanno chiesto di stare insieme, ma senza decidere se a Bari o a Taranto. Una provincia che includa l’intero territorio della Valle d’Itria la considera “improbonibile” perché non avrebbe il numero di abitanti previsto dal decreto governativo. Quindi Martina Franca, Locotondo, Cisternino e Alberobello, potrebbero essere incluse sia nella futura provincia di Bari, sia in quella di Taranto che starebbe per assorbire quella brindisina. Ma c’è una terza ipotesi che caldeggia il sindaco di Locorotondo. Scatigna pensa infatti all’Unione di Comuni, già istituita nel 2004 dal Governo e che meglio includerebbe quei territori periferici delle tre province (Bari, Brindisi e Taranto) “rimasti per anni nell’oblìo delle scelte altrui”. “C’è chi oggi ha perso l’ufficio di collocamento – racconta il primo cittadino – e chi sta per perdere l’ospedale. Finora la Regione ha sfruttato la Valle d’Itria solo per fare depliant e volantini. Ma ci sono potenzialità che vogliamo valorizzare e che già abbiamo avuto modo di far conoscere attraverso altre forme di aggregazione come il Gal della Valle d’Itria o l’Area Vasta. Tra i quattro Comuni esiste già una stretta collaborazione e non ci spaventa continuare a lavorare in sinergia anche per far valere il diritto della nostra terra a contare di più. Se Locorotondo deve continuare ad essere un paese di frontiera, trascurato, violentato dai tagli, vuol dire che prenderemo altre strade”. Il prossimo 12 settembre alla Fiera del Levante si terrà un incontro con tutti i sindaci pugliesi interessati al riordino. Sarà probabilmente in quella sede che Scatigna farà sentire la sua voce. Intanto, da Taranto, c’è chi scongiura l’esclusione di Martina Franca dalla futura provincia di Taranto. E’ il consigliere provinciale del Pdl, Luigi Laterza. “Questo passaggio epocale – evidenzia – sarà gestito in una regione dove le lobby baresi hanno sempre penalizzato Taranto ed il suo territorio. Megaospedale incompiuto, aeroporto limitato, abolizione di collegamenti ferroviari e chiusura di reparti e interi ospedali: di fronte a questi scempi la classe politica locale di centrosinistra ha sempre assistito impotente. Ora si deve cambiare registro! I politici tarantini devono andare a Bari avendo già elaborato una strategia comune, evitando di avere decisioni non condivise da tutti, come ha sempre fatto Gianni Florido in Provincia, una “politica” che l’ha spesso portato a non avere una maggioranza su cui contare. Nei prossimi giorni a Bari la classe politica tarantina dovrà innanzitutto ribadire che, come logica vuole, Taranto sia il capoluogo della nuova Provincia, evitando che nell’occasione province limitrofe annettano comuni depauperandone così le capacità economiche. In tal senso pavento che Martina Franca ci venga “scippata” da Bari nell’ambito di un progetto teso a riunire in una stessa provincia i quattro comuni della Valle d’Itria. Dopo che il Sindaco di Martina Franca, Franco Ancona, si era già espresso positivamente al riguardo, ieri i Sindaci delle quattro comunità hanno tutti auspicato che ciò avvenga. Penso che il Sindaco di Martina Franca debba convocare quanto prima un Consiglio comunale monotematico sulla questione, in modo che i rappresentanti della volontà popolare possano esprimersi al riguardo. Sono certo che in tale occasione i rappresentanti del Pdl martinese, nello spirito della sua unità di intenti ritrovata recentemente, in Consiglio comunale sapranno opporsi all’ipotesi di scissione e chiederanno che Martina Franca vada a confluire naturalmente nella nuova provincia che avrà Taranto come capoluogo. Questa, infatti, è la linea ufficiale del Pdl tarantino e pugliese approvata nei giorni scorsi a Bari nel corso di una riunione alla quale hanno partecipato, con l’Onorevole Raffaele Fitto e i vertici regionali, anche i componenti della segreteria provinciale del Pdl di Taranto e il vicecapogruppo Pdl alla Provincia di Taranto”. Sulla vicenda vigila anche l’Anci. Il presidente Luigi Perrone ritiene che la riforma delle province “ci allinea agli altri paesi europei, ma meritava maggiore attenzione da parte del Governo”.

Maria De Bartolomeo

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