19 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 18 Aprile 2021 alle 17:24:06

Provincia

Il doppio capoluogo Taranto-Brindisi incassa altri sì


TARANTO – Brindisi, Mesagne, Ostuni, Oria, Latiano dicono sì alla super provincia Taranto-Brindisi purchè si conservi pari dignità e quindi si dia alla nuova istituzione il doppio capoluogo. Ieri il presidente della Provincia di Brindisi, Massimo Ferrarese ha convocato i venti sindaci del brindisino per un confronto diretto sul riordino delle province. Dopo aver ottenuto il sì dei sindaci di Brindisi, Mimmo Consales e di Taranto, Ippazio Stefàno, Ferrarese è intenzionato a portare avanti il progetto del doppio capoluogo. Il sì di Comuni importanti come Latiano, Ostuni e Mesagne danno la forza al presidente di continuare su questa strada. Entro l’1 ottobre organizzerà un nuovo tavolo di confronto per conoscere le posizioni ufficiali di tutti.

Entro quella data, infatti, i Comuni dovranno portare nei rispettivi consigli comunali gli atti deliberativi. Dovranno cioè decidere con quale provincia stare. Ma sia Taranto che Brindisi si dividono ancora. Ci sono Comuni dell’estremo versante orientale tarantino (Manduria, Avetrana, Fragagnano, Sava e Maruggio) che stanno strizzando l’occhio a Lecce, ovvero al progetto di Terra d’Otranto lanciato dal sindaco Perrone. Sulla stessa onda starebbero viaggiando anche altri comuni a sud del brindisino. Ma ci sono altre realtà territoriali, quelle cioè della Valle d’Itria che hanno intrapreso un percorso unitario e che, invece, vengono corteggiate sia da Florido (che seppur puntando sulla provincia Taranto-Brindisi lascerebbe a Palazzo del Governo le redini della nuova istituzione) che da Ferrarese. Il quadro della situazione, cioè, è ancora confuso e per questo necessita fare ordine. Ed in fretta. Alla riunione di ieri convocata a Brindisi non si sono presentati in sette. Tutti sindaci del Pdl. “In questo discorso – osserva Ferrarese – la politica va lasciata fuori. Sto tentando di realizzare la super provincia Taranto-Brindisi col doppio capoluogo nell’interesse comune di entrambi i territori. C’è chi preme per un avvicinamento a Lecce perchè lì il centrodestra è più forte, ma così non si investe sul futuro, ma solo su domani. Abbiamo appurato che istituzioni leccesi che non si sono presentate allo scorso incontro (18 settembre) con quelle brindisine e tarantine, non sono disponibili a fare altro che una annessione dei Comuni che volessero accorparsi alla loro Provincia. Si è quindi preferito giungere ad un indirizzo comune con Taranto, grazie all’apertura del sindaco Stefàno che, se confermato, ci porterebbe alla costituzione di una super provincia Brindisi-Taranto con un capoluogo a due teste che consenta alla nostra città di mantenere la propria dignità. Una Provincia destinata a diventare la più importante della Puglia considerate le potenzialità dei due territori”. “Quello che sto cercando di fare – aggiunge Ferrarese – è prospettare le varie soluzioni possibili in questo scenario. Ciò che a mio avviso consente a Brindisi di sopravvivere dignitosamente è la linea condivisa con Taranto: una provincia con due capoluoghi con pari dignità, ma questo implica rimanere uniti, indipendentemente dalle sollecitazioni che potrebbero arrivare dai partiti”. Fasano, Ceglie Messapica, Francavilla Fontana sembrerebbero intenzionate a lasciare Brindisi a favore della Terra d’Otranto. “Impossibile” fa osservare Ferrarese perchè non si può avere una provincia a macchia di leopardo. Comuni come Brindisi e Mesagne che hanno già detto sì alla provincia di Taranto-Brindisi interromperebbero la continuità territoriale con Lecce. Sull’asse dell’Appia, invece, Taranto e Brindisi potrebbero allargare gli orizzonti verso la Valle d’Itria. Ieri sera si è tenuto un nuovo tavolo tra i sindaci dei Comuni di Locorotondo, Alberobello, Cisternino e Martina Franca a cui Florido ha già chiesto di partecipare al consiglio provinciale che si celebrerà lunedì prossimo sul tema delle nuove province. I sindaci della Valle d’Itria non sarebbero sfavorevoli al progetto della super-provincia. Il loro obiettivo è ridare vitalità al territorio della Valle d’Itria che anche la Regione riconosce di particolare interesse paesaggistico, culturale, storico e turistico. Ma i tempi stringono. Entro il 3 ottobre la Regione dovrà avere il quadro della situazione, ovvero le Provincie di Taranto e di Brindisi dovranno presentare una proposta concreta. O sarà la Regione a decidere. Per questo motivo Ferrarese ha convocato un nuovo incontro l’1 ottobre durante il quale i sindaci si esprimeranno in maniera definitiva. “Solo così avremo la possibilità – dice il presidente – di preparare una proposta concreta da presentare alla Regione Puglia”.

Maria De Bartolomeo

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