02 Dicembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 01 Dicembre 2021 alle 20:15:00

Provincia di Taranto

Lucarella: “Il Comune non ci ha mai ascoltato”


MARTINA F. – Dieci anni di lotta a carte bollate, spese legali per centomila euro e quasi due milioni di euro di danni, anche d’immagine. La famiglia Lucarella, gestore dell’oleificio “L’Acropoli di Puglia”, situato in via Trento “è stanca di dover continuamente essere al centro delle polemiche che riguardano i problemi della viabilità del quartiere”. A luglio di due anni fa l’amministrazione Palazzo fece sgomberare i cassoni che occupavano un tratto di strada (“privata” dichiarano i gestori dell’oleificio “così come risulta dagli atti castastali”) ed ora anche l’amministrazione Ancona è intenzionata a riprendersi la strada (“è pronta l’occupazione acquisitiva” ha dichiarato il vicesindaco Lasorsa in attesa dell’ennesima sentenza del Tar richiesta dalla società olearia contro lo sgombero di due anni fa).

Nella storia ci sono tre attori: la società che, nata alla fine del 1800, dichiara il possesso dell’area di via Trento (“senza della quale non possiamo lavorare perchè non sappiamo come far scaricare le olive”); il Comune che rivendica la necessità degli stessi spazi per garantire migliori condizioni di viabilità (“così com’è strutturata oggi quella strada è pericolosa”) ed i residenti che reclamano sicurezza (“la strada si stringe ad imbuto”). Tre soggetti che, probabilmente, non hanno mai interagito tra loro. “Nessuno dal Comune ha mai dato risposte alla nostre proposte di dialogo” sottolinea la famiglia Lucarella “ci sono gli atti protocollati che testimoniano la nostra volontà di cedere parte dell’area che, peraltro, gli uffici insistono con il voler considerare ad orto”. Insomma, c’è un problema di spazi e di compatibilità tra un’attività imprenditoriale tra le più antiche della città e la sicurezza pubblica legata alle dimensioni di una strada che viene ancora regolarizzata da un catasto atavico. Perchè non trovare un equilibrio?

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