Provincia

Tagli della Regione. Appello ai sindaci: “Pronti alla rivolta”


FRAGAGNANO – La ‘rivolta’, assolutamente pacifica s’intende, parte da Fragagnano. E a guidarla è il primo cittadino, Lino Andrisano. Il tema è quello dei fondi per la scuola, l’invito è quello agli altri sindaci del capoluogo a fare squadra contro i tagli. “Con nota indirizzata a tutti i sindaci, l’ufficio del diritto allo studio della Regione, ha comunicato una riduzione sensibile delle somme destinate ai vari Comuni. Lo stesso Ente aveva approvato il piano regionale per il riparto per il diritto allo studio per l’anno 2012 e gli interventi per le scuole dell’Infanzia paritarie senza fini di lucro, stabilendo così l’ammontare delle somme da ripartirsi sul territorio.

Con una successiva deliberazione, la n. 1546 del 27.07.2012, la Regione ha posto vincoli di indisponibilità all’impegno su tutti gli stanziamenti di spesa del bilancio autonomo con una riduzione del 28,54%, stabilendo, altresì, la riduzione anche degli impegni prenotati con precedenti deliberazioni” spiega Andrisano. “I Comuni, alla luce di quanto deliberato dalla Regione e di quanto comunicato con una nota ricevuta in questi giorni dovranno fare i conti con tale ridimensionamento dei fondi e dovranno provvedere a mettere in atto una serie di adempimenti tecnico-burocratici per ridefinire all’interno dei propri bilanci la voce destinata a tali contributi” precisa il sindaco. Che parte all’attacco: “Non è possibile partire dal decreto Legge 6 luglio 2012 che ha ridotto le risorse dovute dallo Stato alle regioni a statuto ordinario per trincerarsi dietro motivazioni di natura tecnica, privilegiando la salvaguardia degli equilibri di bilancio rispetto alla erogazione di fondi destinati a servizi per le categorie a cui dovrebbero essere rivolte le maggiori attenzioni da parte degli amministratori. Tali fondi” sottolinea Andrisano “sono indirizzati al servizio mensa, al trasporto ed alle facilitazioni di viaggio per tutti gli studenti che hanno requisiti”. “Le vittime di tali tagli sono i nostri cittadini utenti meno fortunati, i quali hanno reali necessità economiche, ai quali noi pubblici amministratori abbiamo il dovere di garantire la possibilità di istruirsi e formarsi”. “In questo caso, conclude il sindaco, la Regione ha preferito sacrificare questo capitolo di spesa, sovraccaricando i Comuni di problemi. Inviterei, quindi, tutti i sindaci a prendere in considerazione questa riflessione e l’Amministrazione regionale a rivedere la propria politica di investimenti che in un momento di difficoltà economica deve cercare di eliminare gli sprechi, privilegiando la tutela dei nostri figli”.

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