Provincia

In consiglio per dire sì a Ta-Br


TARANTO – Entro il 24 settembre i Comuni dovranno esprimersi in consiglio comunale sul riordino delle province. Questa l’indicazione partorita ieri dall’assemblea convocata dal presidente Gianni Florido. Ai sindaci presenti (una decina in tutto) è stato chiesto di portare nei rispettivi consigli comunali la bozza di documento con la quale si esprime formalmente il parere favorevole di adesione alla nuova Provincia Taranto-Brindisi e sfavorevole, invece, all’aggregazione territoriale che riunisce Taranto, Brindisi e Lecce. Proposta, quest’ultima, inizialmente lanciata dal sindaco Perrone, ma naufragata dopo che nella provincia leccese si è levato un coro di no da parte soprattutto del centrodestra. Ma torniamo a Taranto. Qui solo Avetrana guarda verso il Salento.

Per domenica 21 è programmato il referendum che, sulla scorta di quello già eseguito a Fasano, potrebbe portare la città dell’estremo versante orientale verso Lecce. Tutti gli altri Comuni (Martina Franca compresa anche se in Valle d’Itria si tenta la strada dell’Unione dei Comuni) avrebbero invece optato per la nuova provincia jonico-adriatica. “Ma con Taranto capoluogo” sottolinea intanto il consigliere comunale tarantino Gianni Cataldino che, in una nota, invita le forze politiche e soprattutto i consiglieri regionali a “tutelare gli interessi del territorio”. “Sono fortemente preoccupato – dice – della possibilità che mentre Taranto è attenta alle grandi tematiche ambientali, in altri luoghi si decida e si mettano in campo azioni relative allo sviluppo economico sulla pelle del nostro territorio distratto”. Toccherè, infatti, alla Regione indicare, entro il 24 ottobre, al governo Monti le scelte dei Comuni. “Taranto – insiste Cataldino – non rinuncerà mai al titolo di capoluogo”. Palagiano è il primo Comune a rispondere all’appello di Florido. Ha già convocato il consiglio per venerdì prossimo.

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