Provincia

“Sì con Taranto” ma con riserva


MASSAFRA – Anche Massafra dice sì alla nuova provincia Taranto-Brindisi, ma con riserva. Nella delibera di giunta approvata con il sostegno dei capigruppo c’è la postilla “allo stato attuale” come a dire che per ora Massafra resta con Taranto, poi si vedrà. La questione è più che aperta perché già un gruppo tasversale di consiglieri comunali guarda verso la vicina Matera, accomunata dalla gravina e dell’habitat rupestre. Posizione che gli stessi consiglieri vogliono già evidenziare. E’ convocata, infatti, per martedì prossimo una conferenza stampa sulla costituzione di una nuova circoscrizione provinciale. “Allo stato attuale si aderisce all’accorpamento delle soppresse provincie di Brindisi e Taranto – spiega Vito Miccolis del Pd – ma si guarda, con forte interesse, alla costituzione di una nuova circoscrizione provinciale con Matera per le affinità culturali ed economiche esistenti”.

All’iniziativa parteciperanno Fernando Pelillo capogruppo della Puglia Prima di Tutto, Nicola Zanframundo dell’Udc, Antonio De Giorgio, capogruppo di Massafra Cambia e Giuseppe Cofano capogruppo della Costituente di Centro. Intanto lunedì l’argomento approda in consiglio regionale, dove i consiglieri tarantini difenderanno l’ipotesi della nuova provincia che unisce Taranto e Brindisi, opponendosi alla costituzione di un’unica macro-provincia che metta insieme Taranto, Brindisi e Lecce. Ieri, dopo Martina Franca, San Giorgio e Palagiano, anche Castellaneta e Grottaglie hanno detto no al progetto di una provincia del Grande Salento. Solo Avetrana sembra più che intenzionata a lasciare Taranto per passare con Lecce. Domani in città ci sarà il referendum. Anche a Manduria la discussione è accesa, ma lì il commissario Lombardo non si esprime. “Non è mia competenza” ha detto. Tocca quindi al consiglio regionale decidere per Manduria dove un folto gruppo di cittadini guarda verso Lecce. Lunedì il consiglio regionale sarà chiamato ad esprimersi sull’onda del giudizio e delle pressioni dei consigli comunali. Dopo il 24 ottobre la parola al governo Monti.

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