Provincia

Sono 39 i Comuni della nuova provincia. C’è chi la chiama Brita


TARANTO – Potrebbe chiamarsi Brita la nuova provincia Taranto-Brindisi nata dal decreto legge approvato a Palazzo Chigi mercoledì scorso. Sarebbe la provincia che include i 28 Comuni dell’arco ionicoe gli 11 del brindisino che non hanno scelto di aderire nè alla citta metropolitana barese, nè alla provincia di Lecce. La nuova provincia dovrebbe contare una popolazione globale di oltre 852mila abitanti, così come disposto dal decreto ministeriale. Ne faranno parte ovviamente Taranto che conta 191.810 abitanti e Brindisi con i suoi 89.780 abitanti.

Tutti i Comuni del tarantino (Grottaglie, Martina Franca, Massafra, Mottola, Palagiano, Palagianello, Carosino, San Giorgio Ionico, Pulsano, Monteparano, Faggiano, Monteiasi, Montemesola, Roccaforzata, Leporano, Maruggio, Fragagnano, Torricella, Lizzano, Crispiano, Statte, Laterza, Sava, Ginosa, San Marzano di San Giuseppe, Manduria e Castellaneta) hanno deciso di rimanere con Taranto ad eccezione di Avetrana che ha già varato in consiglio comunale e con un referendum l’adesione a Lecce. Verso Lecce vanno inoltre otto Comuni del brindisino, ovvero Mesagne, San Pietro Vernotico, Torre Santa Susanna, San Pancrazio Salentino, Erchie, San Donaci, Cellino San Marco e Torchiarolo. Passano, invece con Taranto Francavilla Fontana, Ostuni, Ceglie, San Vito dei Normanni, Carovigno, Oria, Latiano, Cisternino, Villa Castelli e San Michele Salentino. Fasano come Avetrana fa eccezione perchè è l’unico Comune della Provincia di Brindisi che ha scelto di entrare a far parte della città metropolitana barese. La nuova provincia ionico-adriatrica è la 47^ delle 51 province previste dai tagli del Governo Monti che nel decreto legge approvato il 31 ottobre scorso parla appunto di possibilità concessa ai Comuni di chiedere lo spostamento in un’altra provincia, confinante con quella di appartenenza, per ragioni di maggiore affinità territoriale e socio-economica. Ragioni appalesate da Avetrana, per quanto concerne Taranto, da Fasano per l’area brindisina, ma anche da Manduria dove un comitato spontaneo ancora spera di poter entrare a far parte della provincia di Lecce. Più di duemila firme erano stato raccolte per il transito verso il Salento, ma nella città messapica non esiste, al momento un organo politico alla guida del paese. Il commissario Aldo Lombardo ha preferito non pronunciarsi sul riordino delle province, demandando al Governo regionale prima e nazionale dopo la scelta. Ma in città non mollano e sperano ancora di potersi definire presto a tutti gli effetti leccesi. In primavera ci saranno le elezioni per il rinnovo del consiglio comunale ed alla nuova amministrazione sarà certamente chiesto di prendere posizione su questo argomento. Si prevedono campagne elettorali interamente costruite su questa faccenda. Intanto in Valle d’Itria, Martina Franca e Cisternino conservano nel cassetto il progetto per l’unione dei Comuni. Un progetto teso a valorizzare un’area omogenea che in parte ora è accorpata in un’unica provincia.

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